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Preghiere Avvento

Preghiere Avvento

In questo tempo d'Avvento, che ci introduce al grande Mistero del S. Natale,  vi proponiamo di vivere alcuni momenti più intensi di preghiera Una preghiera scandita da tre momenti:

  1. la quotidianità dei giorni di avvento;
  2. la celebrazione della Solennità dell'Immacolata;
  3. la novena del Santo Natale.

BUON CAMMINO!

La Parola…

Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi,
lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo,
dal primo giorno fino al presente.
Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona,
la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.
Infatti, Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi
nell'amore di Cristo Gesù.
E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza
e in pieno discernimento,
perché possiate distinguere ciò che è meglio, ed essere integri e irreprensibili
per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia
che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.

(S. Paolo ai Filippesi 1,4-6.8-11)

La meditazione…

Scherza e ridi siamo di nuovo qui a parlare del Natale.
Sarà colpa della crisi, ma mi sembra che, quest'anno, i pubblicitari abbiano deciso di fare una tregua: non si inizia a parlare di panettoni a fine novembre,
forse addirittura torneremo a mettere le luminarie a metà dicembre, come è logico.
Sì, la crisi si sente, eccome: per molte famiglie sarà un Natale di tenebra,
con la crisi che adesso sta licenziando (con buona pace per i proclami ottimistici dei nostri politici che fanno, ovviamente, i politici).
  Penso a Marco che ho incontrato oggi, che non va più a lavorare nella sua piccola officina perché dopo i debiti è arrivata la depressione e le crisi di panico, aggiungendo disastro a disastro. Penso a Luisa che per il decimo anno sgobberà per un assegno di ricerca di settecento euro lordi. Cosa dirà il Natale a queste persone? Come sopravvivranno alla retorica buonista dei buoni sentimenti, della festa rigurgitante famiglie felici (che pochi hanno) e splendidi abeti addobbati?
Non c'è che un modo: per salvare il Natale dobbiamo riaprire i vangeli.
Si tratta di passare dal Natale finto, festa di compleanno senza festeggiato, al Natale vero, attraverso quel gesto destabilizzante che i Vangeli chiamano conversione .
Coraggio, allora, devo superare il disagio che ogni anno mi provoca il Natale per cercare, assieme a voi, con voi, per voi, qualche scia di luce.

Natali e sangue

Il primo disagio che provo scaturisce dal fatto che per molti di voi Natale sarà un bruttissimo giorno, il peggiore dell'anno. Per chi è rimasto solo, o vive accanto a qualcuno e comunque è solo, per chi, anziano, andrà a dormire presto, per i tanti non soddisfatti dalla vita, Natale è un pugno nello stomaco: dagli schermi televisivi ci invadono con schiere di famigliole Mulino Bianco intorno all'albero e al panettone. Il peggior giorno dell'anno. Assurdo.
Questo mi ferisce e ferisce Dio: Natale vero è la notizia di un Dio che si fa povero, diviene ultimo, che occupa l'ultimo posto perché nessuno possa dire "Dio non sa", proprio per riempire di tenerezza ogni ultimo.
E se proprio i poveri hanno una fitta al cuore, amici cattolici, abbiamo - come minimo - un problema di comunicazione.
Il secondo disagio deriva dalla terribile sensazione di scippo che mi prende guardandomi attorno: Dio si è fatto dono, perciò ci facciamo dei doni, il buon vecchio san Nicola, amico dei bambini, dopo avere fatto un restiling ci è stato riproposto nei panni abbondanti del ciccione Babbo Natale, tutti si scordano che l'abete, simbolo magico, è stata "battezzato" aggiungendo le palline di cristallo che ricordano le ostie, la tredicesima è nata apposta per essere spesa, ma a tutto c'è un limite! Questo imperante gossip natalizio, questo buonismo di facciata mi ammazza, credetemi.

Semplificare

Necessitiamo, urgentemente, di riappropriarci del Natale. E questo può avvenire soltanto con l'interiorità e la teologia, con la preghiera e la meditazione. Un mese è poco, lo so, ma possiamo farcela.
La missione è una sola: vivere il Natale, finalmente, da cattolici. Convertirci, a partire da noi stessi.

Paure

Non viviamo tempi facili, lo scoraggiamento è alle stelle, la violenza pure. Tra finanziarie, lavori saltuari e una dilagante povertà, tra affetti frantumati e paure di amare rischiamo di crollare e di arrenderci. La paura e l'apatia a volte inquinano le nostre vite e le nostre comunità: sembra prevalere il forte e l'arrogante, ci sentiamo come pesci fuor d'acqua. E Gesù (tenero!) ci dice: quando accade tutto questo, alzate lo sguardo. Le fatiche e le prove della vita, sembra dirci il Signore, sono lì apposta per farci crescere, possono diventare un trampolino di lancio, devono aiutarci a conoscere il senso segreto delle cose, il mistero nascosto nei secoli.
Come il grano caduto in terra feconda la terra, così l'Avvento feconda la nostra vita per sbocciare a Natale in una festa di luce.

Pericoli

Ma occorre vigilare, ammonisce Gesù nel Vangelo di oggi. Le dissipazioni, le ubriachezze e gli affanni della vita possono impedirci di vedere, impedirci di vivere.
Le dissipazioni: in un mondo in cui siamo costretti dalla frenesia, ritrovare un ritmo di interiorità richiede una forza di carattere notevole. Perché non approfittare di questi giorni per riprendere un quotidiano ritmo di preghiera?
Le ubriachezze: il nostro mondo ci invita a fare esperienza di tutto, a osare, a sperimentare. E alla fine ci ritroviamo a pezzi. Attenti, amici, a non cadere nell'inganno che le sirene del nichilismo ci propongono: abbiamo bisogno di unità, non di frantumazione. E questa scelta compiamola non nel rispetto ad una ipotetica scelta morale, ma nella consapevolezza che Dio solo conosce la verità dell'essere.
Gli affanni della vita che esistono e non possiamo eliminare ma solo controllare mettendo al centro la ricerca di Dio e del mio vero io. Possiamo farcela, Dio ci sostiene, buon percorso di conversione al Natale.

( Paolo Curtaz)

LA PREGHIERA…

Padre buono e Padre Santo affidiamo questo cammino di Avvento nelle Tue mani.
Ti chiediamo di accompagnarci, mano nella mano,
Nel pellegrinaggio di ogni giorno.
Talvolta faremo fatica,
non riusciremo a capire,
ci assalirà la stanchezza e prevarrà magari su tutti i nostri buoni propositi,
ma noi saremo sicuri che Tu sei lì al nostro fianco e non ci abbandoni mai;
questo ci darà la forza di rialzarci e riprendere il cammino verso la grotta di Bethlem
per assaporare e gustare appieno il mistero del Tuo Figlio fatto uomo.
Amen