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Bomboniera? Sì grazie, purchè Missionaria!

Bomboniera? Sì grazie, purchè Missionaria!

Appartiene ad una tradizione consolidata, omaggiare i propri ospiti intervenuti per festeggiare una ricorrenza lieta, CON un piccolo dono, segno di ringraziamento e ossequio.
La Bomboniera per lungo tempo è stata il ricordo, l'oggetto prezioso segno di un momento festoso: esposta in alcune case a fare bella mostra di sé, oppure timidamente occultata dietro altri ninnoli se non del tutto apprezzata o magari dimenticata in un cassetto. Oggigiorno, questo segno ha perso, (come per molti segni e simboli della nostra cultura), il significato primitivo ed è diventato quasi un orpello di cui sbarazzarsi il più velocemente possibile. Le nuove generazioni hanno individuato in questo "simbolo" il male di una società che cresce a dismisura nella fame e con la bramosia di cose, un'ansia compulsiva che fagocita ogni cosa. La visione di un'economia distorta i cui grandi numeri hanno deturpato e violato la vita della maggior parte delle persone ha innescato forti reazioni (a volte spropositate) nei confronti di quanto, agli occhi di molti, è giudicato come "inutile e superfluo". Tale visione soggettiva ha dunque prevalso sul senso ed il valore di questo piccolo segno la cui origine nobile voleva semplicemente rappresentare il senso di riconoscenza ed affetto per chi ha partecipato ad un momento lieto.
Sebbene i simboli possano mutare e lo debbano fare in una certa buona misura col mutare delle epoche e delle vicende storiche, è anche vero che in questa fase storica il senso di "festa" ed il valore del "grazie" e del "sacrificio" stanno affievolendo la forza significante di cui hanno da sempre caratterizzato la nostra cultura. Ecco il motivo per il quale,in modo forse anticonformista, il CMD di Bergamo e l'Associazione Pro Jesu onlus, hanno voluto prendere le difese di questo simbolo boicottato o strumentalmente sfruttato per ritrovare il senso di un gesto di ringraziamento sposandolo ad un più ampio valore di universalità e missionarietà.
Ripresentare la bomboniera tradizionale in chiave moderna, magari utilizzando prodotti di alto artigianato (che non sempre fanno rima con il binomio qualità/esosità) significa rimpossessarsi di antiche capacità come quelle di lavorazione del legno con strumenti pre-tecnologici, dei metalli, della terra, per mostrare a chi ci circonda nel giorno della nostra vista che la laboriosità umana ha conservato spazi per la poesia e la creatività al di là di logiche commerciali o industriali. Da questa provocazione possiamo poi spingerci al vero senso di una bomboniera missionaria: sostenere e condividere un progetto missionario rivolto ad una comunità momentaneamente in difficoltà attraverso una scelta etica.
Sponsorizzare un progetto missionario non significa fare l'elemosina, ma prodigarsi per la tutela di un diritto, violato spesso per l'altro, ma comune a tutti noi: diritto alla salute, all'acqua all'approvvigionamento delle risorse, al cibo, alla libertà di pensiero espressione religiosa, libertà di poter conoscere i valori proposti dal Vangelo e vissuti nel sacrifico quotidiano dei molti missionari sparsi per il mondo. Tale attenzione però va vissuta con la dovuta misura, con uno stile che possa andare oltre il progetto stesso, la persona, il momento emotivo: si chiede di aderire a una progettualità che parli diverse lingue e appartenga alla cultura del luogo in cui è prodotta.
In questi anni di condivisione, in cui molti matrimoni sono stati celebrati con la proposta del "matrimonio solidale", oggi lo sforzo dei volontari che gravitano attorno alla realtà missionaria dell'centro missionario diocesano, è rinnovato ed è ancora più gioiosa. Chiunque volesse essere parte di questo progetto non deve far altro che pensare di colorare di missionarietà la propria festa, senza rinunciare a nulla, ma dando un valore aggiunto alla scelta sta per operare. Venendo al CMD potrà trovare persone disponibili ed entusiaste che sapranno consigliare una scelta che rappresenti appieno il momento del grazie con cui gli ospiti verranno accolti e salutati.
Perché ogni momento possa non essere sprecato, ma valorizzato, la bomboniera della solidarietà apre nuove e inaspettate proposte di condivisione con chi è lontano.
L'auspicio è che si possa nuovamente riflettere sul senso del grazie, il valore della riconoscenza che tanto ispira e illumina l'operato dei missionari nel mondo: il missionario, in fondo è l'uomo del grazie e noi, con piccole scelte quotidiane possiamo essere parte di questa riconoscenza, lontano da strumentalizzazioni e anacronismi, con una visione più ampia ed ispirata delle nostre esigenze.
Per partecipare all'iniziativa delle bomboniere della solidarietà proposta dal centro missionario diocesano si può contattare il numero 0354598480.

Stefano Pagliaro
Direttore Associazione Pro Jesu onlus