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Chiesa di Martiri? Attualità delle persecuzioni

Chiesa di Martiri? Attualità delle persecuzioni

A seguito della interessante relazione del dott. Girolamo Fazzini direttore della rivista "Mondo e Missione", per un ulteriore approfondimento vi proponiamo alcuni stralci di un articolo pubblicato sulla rivista mensile "Consacrazione e Servizio"n 4- Aprile 2009, edita dall' USMI (Unione Superiore Maggiori Italiane), scritto dal vescovo salesiano mons. Angelo Amato prefetto della Congregazione delle cause dei Santi, dove analizza sia a livello storico, sociale e religioso questo fenomeno presente da sempre fin dagli inizi della Chiesa.

La Chiesa perseguitata…una persecuzione planetaria

…La risposta alla domanda del titolo è positiva: ancora oggi ci sono martiri cristiani; ancora oggi la Chiesa è Chiesa di martiri; ancora oggi la Chiesa onora questi suoi figli, fedeli a Gesù fino al sacrificio della loro vita. persecuzioni anticristiane non sono finite. Continuano ancora oggi in molte parti del mondo, soprattutto in Asia e in Africa. Appartengono alla cronaca recente l'uccisione di vescovi e sacerdoti e l'esodo in massa dei cristiani iracheni in fuga dalla loro patria….

…Nello stato indiano di Orissa sta infuriando una spaventosa caccia ai cristiani, costretti con la minaccia di morte ad abiurare alla loro fede. Una fonte dell'All India Christian Council riporta che, da parte degli hindù, viene data una ricompensa di circa 250 dollari, più cibo benzina e superalcolici, a chi uccide un sacerdote cattolico o un pastore protestante…

…Dal Dossier Fides 2008 apprendiamo che sono stati venti i sacerdoti, i religiosi e gli operatori di pastorale cattolici, uccisi in odio alla fede nel 2008…

…Un commentatore, a ragione, parla di un mosaico di volti: «Un'immagine di Chiesa plurale, dove ogni vocazione non è esente dal "rischio" del sangue". Una Chiesa senza frontiere, dove tutte le comunità – tanto quelle di antica tradizione quanto quelle più giovani -manifestano la loro fedeltà coraggiosa al Vangelo».4 In questi giorni, nel febbraio 2009, la persecuzione anticristiana ha raggiunto anche lo stato indiano dell'Assam, dove i cattolici sono stati costretti a subire violenza fisica e verbale ad opera di estremisti hindù. Testimoni raccontano, che, dopo aver partecipato a una funzione religiosa, sacerdoti e fedeli cattolici sono stati assaliti da una folla di seicento hindù, costretti a lasciare i loro mezzi di locomozione e a camminare fino ai battelli, per una distanza di cinque chilometri a piedi nudi, sotto gli insulti, le sassate e le minacce di percosse fisiche…

L'uso equivoco di «martire»

…Come si vede, la mappa della fede perseguitata e negata è ampia e copre tutti i secoli e tutti i continenti. Del resto, la Chiesa ha sempre dovuto navigare "controcorrente". Il Vangelo, infatti, è la buona notizia, che, però, non trova facile udienza presso i cuori chiusi all'amore e alla verità….

…Parlando degli odierni testimoni della fede non si è volutamente usata la parola martire. Il termine martire è, infatti, la qualifica ufficiale che la Chiesa dà ai suoi fedeli, dopo la verifica minuziosa dell'offerta della loro vita….

…Purtroppo, tale parola viene spesso applicata in modo inesatto ai fanatici, che si fanno esplodere in nome della loro fede e in odio alla fede o alle idee altrui, provocando stragi di innocenti. Come si può subito notare, la differenza è abissale. Mentre il martire cristiano è vittima innocente di spietati carnefici, questi kamikaze, sedicenti martiri, sono dei suicidi esaltati e dei veri carnefici di vittime incolpevoli. Inoltre, il martire cristiano offre liberamente la vita per Gesù, perdonando ai loro assassini e dando una testimonianza di amore, i terroristi invece provocano la morte dei loro supposti nemici, offrendo una testimonianza di odio e di ferocia inaudita, come fu, ad esempio, la strage delle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001 a New York. A ragione, quindi, si parla di uso distorto del concetto di martirio da parte dei fondamentalisti musulmani. Il loro non è martirio, ma assassinio e crimine. Le consuete immagini di giovani con in mano il Corano e la cintura imbottita di tritolo, più che testimonianze di fede, sono icone tragiche di crisi, di disperazione e di solitudine, che provocano solo orrore e repulsione…

Il concetto cristiano di martire

Qual è allora il significato cristiano di martire?
Nella tradizione cattolica, il martirio è un atto supremo di amore verso Dio. Più concretamente, il martirio è la volontaria accettazione e sopportazione della morte per testimoniare la propria fede in Cristo. Mediante l'effusione del sangue, il martire è reso simile a Gesù, che liberamente accettò la morte in croce per la salvezza del mondo. Il martirio è quindi una compartecipazione al sacrificio redentore di Cristo. Per questo è stato sempre altamente stimato dalla Chiesa come dono insigne e come suprema prova di carità…

…Si può dire che accanto al filo dorato dell'Eucaristia c'è anche il filo rosso del martirio, che raccoglie in un'unica offerta spirituale al Padre i venti secoli del cristianesimo. Le persecuzioni restano una costante della vita della Chiesa. E la madre Chiesa opera un continuo discernimento per la valorizzazione delle testimonianze martiriali dei suoi figli…

L'identità del martire: «Sono cristiano»

Studi più approfonditi sul martirio ne hanno rivelato il significato. Il martire è il battezzato fedele a Cristo fino al dono della vita. La loro vera e unica identità è quella di "essere cristiani". Così, infatti, rispondeva il diacono Santo, uno dei martiri di Lione, ai suoi giudici e ai suoi carnefici. L'identità del martire è il suo battesimo in Cristo, al di là della sua nazione, della sua cultura, della sua stessa famiglia. E la loro tenacia nella fede era certo frutto di una volontà virtuosa, ma soprattutto dono di grazia da parte di Dio…

…La Chiesa fin dall'inizio è stata segnata dal martirio, secondo la parola profetica del Signore Gesù: «Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia» (Mt 5,10-11). Il martirio è il sigillo della Chiesa pellegrina sulla terra: «Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi» (Gv 15-20)…

…San Paolo, il persecutore di Cristo e dei cristiani, divenuto poi predicatore della buona novella di Gesù, ci offre la chiave per comprendere la fortezza e la costanza dei martiri. È la grazia di Cristo che trasforma la loro debolezza in testimonianza eroica: «Ed egli mi ha detto:"Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza"…

Spiritualità del martirio

San Paolo ha per primo tracciato una vera e propria spiritualità del martirio, quando nella Lettera ai Romani confessa che niente può separare il cristiano dall'amore di Cristo: «Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Proprio come sta scritto: per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo trattati come pecore da macello. Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 8,35-39).

Il martire, infatti, risulta vincitore in Cristo risorto, mentre l'aguzzino rimane nella valle oscura della morte. Per il martire vivere è Cristo e morire un guadagno (cf. Fil 1,21): «Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me» (Gal 2,20). La compartecipazione alla croce di Cristo rende il martire solidale nella redenzione dell'umanità. Le sue sofferenze sono il sigillo della sua appartenenza a Cristo: «Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo quello che nella mia carne manca ai patimenti di Cristo» (Col 1,24).

La sequela Christi è la sequela dell'Agnello immolato. Nella comunione con Gesù i martiri non temono la sofferenza, la rinuncia e perfino la perdita della loro vita. Passati attraverso la grande tribolazione, essi lavano le loro vesti nel sangue dell'Agnello per godere eternamente la visione beata di Dio… …Nei martiri si realizza l'identità mistica con Cristo. L'assalto contro il martire è un ulteriore assalto contro Cristo, che è presente e soffre col suo testimone fedele. Il martirio diventa la porta della vita: «"Perché hai fretta di morire?" – fu chiesto a Pionio prima del martirio. "Non di morire – fu la risposta – ma di vivere"». È la realizzazione della parola di Gesù: «Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (Mt 16,25)…