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Con il vescovo Francesco

Incontro a Bergamo tra il Vescovo, il CMD e i missionari in vacanza

Parrocchia Missionaria...

missionari o di-missionari

Casa delle Suore Comboniane, Bergamo, 6 luglio 2010.

Testo distribuito per introdurre la riflessione:

"In ambiente ateo, per vivere bisogna evangelizzare. Gli ambienti atei, quando uno ci vive, impongono una scelta: missione o dimissione cristiana"

(M. Delbrel, la gioia di credere, tr.it. Gribaudi ed. Milano 1997, p. 192)

"Tanto più la parrocchia sarà capace di ridefinire il proprio compito missionario nel suo territorio quanto più saprà proiettarsi sull'orizzonte del mondo, senza delegare solo ad alcuni la responsabilità dell'evangelizzazione".

(6, Il volto missionario della parrocchia in un mondo che cambia)

"Tutta la parrocchia è in tensione verso la missione: ogni cristiano, infatti, è chiamato per vocazione a vivere, in ogni ambito della sua vita, la speranza evangelica, dandone ragione con semplicità e coraggio. Ciò comporta andare incontro all'uomo laddove egli vive, in un esercizio costante di apertura alle vicende del territorio e della storia; in una pratica reale di discernimento comunitario su ciò che lo Spirito chiede alle comunità in ogni determinata situazione; in un esercizio costante di lettura e di interpretazione della Parola di Dio nella storia degli uomini; in un coinvolgimento di tutti nella progettazione e nella azione pastorale; in un'attenzione particolare ai poveri, dalla cui vita e sofferenza la parrocchia è chiamata alla scoperta dell'essenziale; in una sensibilità verso i bisogni di altre Chiese e in una effettiva attitudine anche al primo annuncio della fede, nel proprio e in altri territori".

(31, 37 Sinodo della Chiesa di Bergamo)

Parrocchia Missionaria … sembra essere l'orizzonte che si pone la stanca chiesa d'occidente.

Nuova Evangelizzazione, rievangelizzazione, primo annuncio … tutte parole che ricorrono, insieme a tante altre, che tentano di interpretare le fatiche, ma anche le gioie e le bellezze di questa chiesa antica data.

Parrocchia missionaria … in dialogo con le parrocchie di missione.

Pastorale missionaria … in dialogo con la missione ad gentes "paradigma" dell'azione pastorale della chiesa.

Scelte missionarie … in dialogo con le scelte delle nostre comunità.

Dalla conservazione alla missione:

ma: quale conservazione?

Quale missione?

L'esperienza di "ritorno" delle missioni ….

Dopo la lettura di questa introduzione don Giambattista Boffi è intervenuto delineando il quadro dell'impegno missionario della Diocesi:

In Diocesi ci sono 390 parrocchie. 200 parrocchie hanno il gruppo missionario organizzato. In altre è organizzato  sotto altre forme: onlus, associazione "no profit", 3° mondo, … Quasi tutti i parroci passano per il CMD lungo l'anno. 320 parrocchie hanno celebrato la Giornata Missionaria Mondiale nella data fissa. Altre hanno celebrato la giornata in date differenti legandole ad altre iniziative locali o alla presenza di un proprio missionario. Nonostante la crisi finanziaria gli aiuti al CMD e alle missioni non sono venute meno, anzi … hanno tenuto e sono aumentate. Tutto questo indica una vitalità e un'attenzione al di là della regione che fa onore alla Chiesa di Bergamo.

Si è quindi data parola ai missionari presenti.

Da parte mia sono intervenuto indicando che nell'incontro dei missionari in Bolivia si è riflettuto sulla chiamata alla missionarietà "a quo". Tra i vari aspetti riflettuti ci siamo interrogati sulla chiamata ad essere missionari verso la Chiesa che ci ha inviati. Constatavamo che molte volte la nostra relazione con la Chiesa da cui proveniamo si riduce alla richiesta di aiuto economico per le opere che realizziamo. Collaboriamo per le giornata missionaria in qualche parrocchia dove ci invitano e sovente raccontiamo gli aspetti più "vendibili" della missione: la dimensione di aiuto umano e sociale, le esperienze più estreme, … Sorgeva quindi in noi la coscienza di avere una missione da compiere anche verso la Chiesa che ci invia. E ci siamo interrogati su quali sfide ci presenta questo compito. Avevamo rivisto il documento sinodale che parla della Parrocchia Missionaria, come linea che orientasse la nostra relazione con la Chiesa di Bergamo. Ma sentivamo che non era sufficiente nell'illuminare questa chiamata.

Dopo una serie di interventi che hanno spaziato su diversi temi, il Vescovo Francesco Beschi ha concluso con un proprio intervento:

La coscienza missionaria della Chiesa è più viva che mai. Anche perché la percezione della fede che viene meno ha risvegliato la coscienza missionaria della Chiesa e del cristiano.

Cosa significa questa maggior  "coscienza missionaria"?

Indica il superamento della mentalità ecclesiale della "cura di anime". In questo momento ci accorgiamo che non ci sono più "anime" da curare ma persone. Si riporta allora l'attenzione al grande movimento dell'evangelizzazione. Ci interessa avere al centro il Vangelo. Spesso il missionario è apprezzato per tutto il bene che fa meno che per la predicazione del Vangelo e l'evangelizzazione.

Parlare allora di "parrocchia missionaria" è diventato un po' un punto di arrivo. Ci accorgiamo che tutta la Chiesa è missionaria. E compito degli Istituti Missionari è di tener viva questa coscienza in tutti i battezzati.

I soggetti "missionari" oggi si sono moltiplicati: oltre i missionari degli Istituti, ci sono i "fidei donum", i laici "fidei donum", il volontariato internazionale e il servizio civile, i volontari per campi di lavoro e le onlus, … La stazionarietà in missione non è più un "proprium" dei soli Istituti Missionari. Ed è tutto un fiorire di nuovi profili frutto dello Spirito.

La nostra Diocesi ha un numero impressionante di impegni missionari. Ricordo con gioia l'incontro con i ragazzi dell'infanzia missionaria che ha raccolto in convegno oltre mille ragazzi della diocesi. Tutto questo ci dice che non è vero che la nostra cultura (Bergamo – Brescia – Lombardia) è di chiusura o almeno non si può sostenere che è solo "chiusa". C'è un segno opposto ed è tutta l'attenzione alla missionarietà sia quando voi siete qui sia quando non ci siete ma tenete continuamente contatto. È una missionarietà che passa attraverso le relazioni che tenete con la nostra Comunità.

Ci sono poi i viaggi missionari che se ben fatti sono una crescita dell'esperienza missionaria complessiva.

Mi interessa sottolineare che gli Istituti Religiosi Missionari sono chiamati ad essere edificatori di una cultura missionaria universale, aperta al Vangelo.

Abbiamo ricordato alcuni passaggi del testo sinodale sulla parrocchia missionaria. Voglio sottolineare alcuni tratti di questa Parrocchia; come deve essere, cosa propone:

  • è missionaria lì dove insegna a lavorare insieme e a stare insieme: l'ho visto in missione nei fidei donum che non dubitano a fare 200 o 300 km per incontrarsi e condividere un breve momento.
  • Permette la riscoperta della paternità (e maternità): la gente percepisce e scopre il prete come "padre". Il prete è e deve essere così. Vive una relazionalità significativa.
  • Difronte alle vastità territoriali ci sono dei "territori esistenziali": sono i tempi in cui essere   a fianco della gente (quando c'è la gioia della nascita, la pena della morte, la festa del matrimonio, …).
  • Si vive l'essenzialità: i preti missionari e la missione lo insegnano.
  • La ministerialità diffusa: perché il carisma del prete non esaurisce la comunità e la ministerialità della comunità.

Si è conclusa quindi la riunione con l'impegno di riproporla ogni anno, pur con la coscienza che chi è presente quest'anno probabilmente non ci sarà il prossimo. Però si vuol tenere come appuntamento fisso.


P. Eugenio Coter