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Cristiani, ma non troppo!

Cristiani, ma non troppo!

Ci sono argomenti che i saccenti superficiali amano affrontare e che gli uomini di spessore accostano con molto rispetto. L'identità del cristiano oggi è uno di quelli.
Andare oltre i luoghi comuni, le precomprensioni, le riduzioni ideologiche e le farse dei paladini della laicità (chissà cosa intendono per laicità) è un impegno non indifferente. Neppure crociate estenuanti e illusori spazi di potere aiutano in questa impresa.

È il caso di dire che: "cristiani si diventa". Si apre così lo spazio indispensabile della libertà che chiede impegno, coerenza, alla fine, credibilità. Non si tratta di essere perfetti, credersi superiori ali altri, ostentare la soluzione di ogni problema, ma di percorrere un "cammino" di consapevolezza e responsabilizzazione.

Papa Francesco ha tratteggiato più volte e con immediatezza i diversi volti di cristiani "ma non troppo" nelle sue riflessioni quotidiane a Santa Marta.

I cristiani "part-time" sono quelli che si riscoprono tali in alcuni momenti della vita, magati quelli più precari o in occasione di grandi ricorrenze; quelli "satellite" sono quelli che hanno una certa ammirazione per Gesù, ma con un mare di riserve perché preferiscono "starne Fuori"; "in poltrona", quelle comodamente sdraiati con tanto di pantofole che fanno una cernita del Vangelo scegliendo quello che non li impegna e fa comodo in alcune situazioni. Ci sono i cristiani "di pasticceria" che attorno al the del pomeriggio organizzano ritrovi di cultura generale e inservibili discussioni teologiche; non mancano i cristiani " a parole", esperti comunicatori di cose che non vivono oppure quelli "da balcone" che scaricano sempre sugli altri responsabilità e scelte, loro lasciano passare il cadavere sotto la finestra di casa. Nel mondo poi tanti sono i cristiani "invisibili", completamente omologati dalla mondanità che minaccia ogni persona nella Chiesa.

Sbizzarrirsi tra queste macchiette di cristiani può essere utile a chi si professa tale anche solo per una verifica seria e serena della propria vita di fede. Ancora di più può diventare una provocazione alla riscoperta dell'esperienza vera del cristiano oggi anche nel mondo estraneo alla Chiesa e alle sue istituzioni.

Una riflessione adulta è quella da mettere in campo, capace di mediare esperienza e contenuti, entrare nell'inquietudine delle situazione, nella precarietà del tempo senza paure e giudizi azzardati e affidati ai luoghi comuni.

Togliere la protezione del "sentirsi apposto" e riscoprire il senso del cammino, questo quanto chiesto a chi vuole seriamente interrogarsi sulla fede.

"Abbiamo bisogno di cristiani con visione del futuro, non chiusi nelle piccolezze della vita", così papa Francesco in un suo intervento. Ci aiuta in questo l'invito ad essere "persone decentrate", capaci di non mettere al centro dell'esistenza il nostro io, a volte gonfiato dell'individualismo e dall'egocentrismo, ma pronti a dialogare profondamente, nel pensiero e nelle scelte, con la persona di Gesù nel suo Vangelo.

Il cristiano vero pone al centro della sua vita Gesù Cristo. Non è un "arrivato", ma uno sempre in "partenza", segnato da quell'inquietudine che le parole di Sant'Agostino ci ricordano bene: "Ci hai fatti per te, Signore, e inquieto è il nostro cuore finchè non riposa in te".

Una delle minacce più grandi alla vita cristiana oggi è quella della routine, il dejà-vu, l'incapacità di stupirsi.

"Santo Padre – chiese un giornalista a papa Benedetto alla vigilia della Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia nel 2005 – quale messaggio specifico che lei vuole consegnare ai giovani che da tutto il mondo vengono a Colonia? Qual è la cosa più importante che vuole trasmettere loro?". E il Papa rispose con semplicità: "Vorrei fa capire loro che è bello essere cristiani".

Prima di ogni elucubrazione, speculazione, approfondimento, tentativo di trovare risposte, credo che recuperare lo stupore davanti alla vita e alla storia non posso che aprire lo spazio dell'incontro con Dio.

"La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù": questo l'incipit di Evangelii Gaudium, esortazione apostolica di papa Francesco sul tema dell'evangelizzazione.

Solo con queste premessa è possibile un approccio all'esperienza della fede che non sia limitato e limitante per vincere la tentazione di essere cristiani…ma non troppo!

Boffi don Giambattista
Direttore Centro Missionario Bergamo