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Discepoli a prezzo della vita

Essere cristiani significa rinascere dall'alto. A costo di essere scandalo per il mondo

"...Chi è il discepolo? Questa domanda è stata al centro tanto della V Conferenza generale dell'episcopato latinoamericano e dei Caraibi (celebrata nel maggio 2007 in Brasile), quanto del terzo Congresso missionario americano (Cam3-Comla8), tenutosi in agosto a Quito in Ecuador...
Il Vangelo ci presenta l'atteggiamento tipico del discepolo in Maria, la sorella di Marta, seduta ai piedi di Gesù ad ascoltare la sua Parola. Ci domandiamo: di chi sono discepoli i nostri battezzati?...
Il tema del discepolato è vasto. Discepolo è colui che si lega a una persona non tanto sul piano teorico, o per quello che il maestro gli trasmette a livello di idee, ma sul piano affettivo ed esistenziale, al punto tale da assumere il suo stile di vita...
Per essere discepoli è necessaria una conversione, un cambiamento di mentalità, una rinascita. È doloroso dirlo, ma per molte persone non è normale pensare come pensa Gesù, agire come lui. La conversione è difficile perché arriviamo ad abituarci a tutto; soprattutto, arriviamo ad abituarci a noi stessi, ai nostri difetti, al nostro peccato...
L'unica cosa che realmente colma, dà senso alla nostra esistenza è renderci conto che non siamo qui per questo mondo, ma per l'eternità, per cercare l'eternità. Con la conversione acquisiamo una visione radicalmente nuova di tutte le cose. Così radicale che il suo fondatore, Gesù Cristo, è stato considerato un pazzo. Per questo il cristiano, se è autentico, sarà sempre un esiliato, un segno di contraddizione. È passare dal mio orizzonte, all'orizzonte di Dio; dal lottare per i primi posti, al lottare per gli ultimi. In modo tale che ciò che ci rende felici sia la povertà, l'essere perseguitati. In modo tale che ci convinciamo che la miglior vendetta è il perdono.
La luce che offre Cristo ai suoi discepoli non è una luce naturale. «Naturalmente» non si sceglie il celibato, il martirio, la povertà, eccetera. È una luce soprannaturale, e la possiamo capire e assumere solamente dalla prospettiva del soprannaturale. Ed è una realtà eterna. Questa conversione, questa relazione d'amore, se è vera, è per sempre. Se lo lasci, è perché non ti sei mai incontrato con Lui.
In questa prospettiva, il discepolo assume ogni giorno di più la logica «delle piccole cifre», cioè la logica di Gesù. La logica del grano di senape, che è il più piccolo di tutti, del seme di grano lanciato dal seminatore, del piccolo gregge, la logica del lievito, che non si vede ma fermenta tutta la massa, la logica del pastore che abbandona novantanove pecore per cercarne una che si è persa.
I discepoli, inoltre, sono coloro che sono disposti a dare la vita per il maestro. La proposta è chiara: se mi ami, seguimi e preparati a dare la vita. Essere discepoli implica arrivare a chiedere la grazia di dare la vita per il Maestro..."

A cura di Matteo Attori