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Evangelizzazione sì evangelizzazione no: il contesto attuale

Evangelizzazione sì evangelizzazione no: il contesto attuale

Mons. Angelo Amato, pubblicato sul mensile dell' USMI ( Unione Superiore Maggiori Italiane) " Consacrazione e servizio" nell' settembre 2008, dove spiega la nota-documento che la Congregazione della Dottrina delle fede di cui ne è segretario, hanno redatto sul tema dell' evangelizzazione.

"...Ci si pongono molte domande: in un clima così ironico di dialogo inter-religioso ed ecumenico è ancora possibile l'evangelizzazione? Se è possibile, è legittima? E se è legittima, è necessaria oggi, dal momento che le religioni vengono considerate tutte vie salvifiche? A questi interrogativi cerca di dare una risposta autorevole la Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede, che ripropone l'insegnamento di Gesù, il nostro Maestro divino. Apparendo ai discepoli dopo la risurrezione, Gesù disse: «Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi» (Gv 20,21). E ascendendo al cielo, lanciò loro la sfida dell'evangelizzazione: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,18-20). Obbedendo al comando del Signore, gli apostoli si sparsero ai quattro angoli della terra, predicando, convertendo, battezzando...
L'evangelizzazione è stata una costante della Chiesa nei duemila anni della sua esistenza. Negli ultimi secoli straordinaria è stata la proclamazione del Vangelo nelle Americhe, in Asia, in Africa, soprattutto a opera dei religiosi Francescani, Domenicani, Agostiniani, Gesuiti, Trinitari, Carmelitani, Salesiani e delle numerose congregazioni missionarie maschili e femminili, il cui carisma era proprio l'impegno dell'annuncio del Vangelo a tutte le genti. In tal modo il nome di Gesù è stato annunciato dovunque, la sua grazia si è riversata abbondantemente su popoli e nazioni e la preghiera a Dio Trinità si è elevata da ogni angolo della terra. Questa attività missionaria – chiamata missio ad gentes - costituisce l'aspetto più dinamico della vita della Chiesa nella storia.
Anche il Concilio Ecumenico Vaticano II ha incoraggiato la missione, con il decreto Ad gentes...È quindi compito irrinunciabile della Chiesa, e anche suo inalienabile diritto, diffondere il Vangelo. L'attività missionaria della Chiesa conserva in pieno ancora oggi, come sempre, la sua validità e la sua legittimità, anzi la sua necessità e la sua urgenza. Nonostante questo chiaro invito alla missione e nonostante la constatazione che sempre più numerose comunità umane sembrano ignorare il Vangelo, oggi l'attività evangelizzatrice subisce un certo ristagno se non una vera e propria crisi. Sembra che si stia attraversando - soprattutto da parte di istituti missionari - un periodo di smarrimento sia teorico sia pratico. Sul piano pratico, sembra che, più che la predicazione del Vangelo, sia oggi necessario e sufficiente l'impegno di promozione umana per assolvere al comando missionario del Signore Gesù: aiutare il prossimo, mediante iniziative concrete di educazione e di assistenza, a riacquistare la propria dignità umana, cooperando affinché intere popolazioni godano di un minimo di beni materiali per poter vivere una esistenza decorosa. Si tratta, cioè, di limitarsi a una testimonianza nel sociale, operata da missionari impegnati nelle scuole e università, nella cooperazione agricola, nella difesa dei diritti umani, negli ospedali. Si mette la sordina alla dimensione religiosa dell'annuncio di Cristo e dell'invito alla conversione e al battesimo...

Una confusione crescente

La Nota comprende cinque brevi capitoletti, per complessivi tredici articoli. Nell'Introduzione si ripropone il mandato missionario di Gesù, che, inviato dal Padre ad annunciare il Vangelo, chiama tutti gli uomini alla conversione e alla fede, affidando agli Apostoli la continuazione della sua missione evangelizzatrice. Ciò che è accaduto all'inizio deve continuare lungo tutto il corso della storia: «All'inizio del terzo millennio, risuona ancora nel mondo l'invito che Pietro, insieme al fratello Andrea ed ai primi discepoli, ascoltò da Gesù: "prendi il largo e calate le reti per la pesca" (Lc 5,4). E, dopo il mira-colo di una grande raccolta di pesci, il Signore annunciò a Pietro che sarebbe diventato "pescatore di uomini" (Lc 5,10)» (n. 1).
La Nota chiarisce il contenuto del termine evangelizzazione, che si rivolge a tutta l'umanità e che concretamente «significa non soltanto insegnare una dottrina, bensì annunciare il Signore Gesù con parole ed azioni, cioè farsi strumento della sua presenza e azione nel mondo» (n. 2). Se ogni persona umana ha diritto a ricevere il dono della Parola di Dio, la Chiesa ha il dovere di evangelizzare. San Paolo scriveva: «Non è infatti per me un vanto predicare il Vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il Vangelo!» (1Cor 9,16; cf Rm 10,14).
L'Introduzione parla, infine, della confusione che oggi induce molti a lasciare inascoltato e inoperante il comando missionario del Signore. Sono sostanzialmente due le obiezioni a riguardo. Anzitutto, l'attività evangelizzatrice della Chiesa sarebbe un limite posto alla libertà altrui: «Sarebbe lecito solamente esporre le proprie idee ed invitare le persone ad agire secondo coscienza, senza favorire una loro conversione a Cristo ed alla fede cattolica» (n. 3). In secondo luogo, alcuni ritengono che non si dovrebbe annunciare Cristo ai non cristiani né favorire l'adesione alla Chiesa, «poiché sarebbe possibile esser salvati anche senza una conoscenza esplicita di Cristo e senza una incorporazione formale alla Chiesa» (n. 3).
Il testo della Congregazione per la Dottrina della Fede intende rispondere a queste difficoltà, nel rispetto della coscienza e della li-bertà di ogni persona umana. Per questo si accenna a un triplice aspetto dell'evangelizzazione: aspetto antropologico, ecclesiologico, ecumenico.

Aspetto antropologico dell'evangelizzazione

L'evangelizzazione è un dono offerto alla libertà umana e alla sua capacità di conoscere e amare ciò che è buono e vero, soprattutto se si tratta di conoscere e amare la verità salvifica e di aderire alla persona di Cristo Salvatore. Ma - qualcuno obietta - è legittimo oggi proporre ad altri ciò che si ritiene vero per sé? Non è questo un attentato alla libertà altrui? In realtà, la considerazione della libertà umana sganciata dal suo inscindibile riferimento alla verità non è altro che espressione di quel relativismo, che non riconosce nessuna verità riducendo tutto a un indifferenziato pluralismo…Inoltre, nella ricerca della verità l'uomo non può fare affidamento solo sulle proprie forze, dal momento che fin dalla sua nascita egli non fa altro che accogliere numerose tradizioni e molteplici verità, che costituiscono il corredo del suo linguaggio e della sua formazione culturale e spirituale. Nessuno può negare il fatto che sono più numerose le verità semplicemente «ricevute» e «credute» che quelle acquisite mediante la propria personale verifica. Ora questa indispensabile necessità di affidarsi alle conoscenze ricevute è tanto più urgente quando si tratta di quella verità in grado di illuminare e di guidare il senso dell'esistenza personale. L'accoglienza - per fede e nella più assoluta libertà di coscienza - della verità rivelata rientra nella dinamica della ricerca della verità. E la verità evangelica non si impone che in forza della sua stessa verità: «Perciò, sollecitare onestamente l'intelligenza e la libertà di una persona all'incontro con Cristo e con il suo Vangelo non è una indebita intromissione nei suoi confronti, bensì una legittima offerta ed un servizio che può rendere più fecondi i rapporti fra gli uomini» (n. 5).
Inoltre, l'evangelizzazione, e cioè l'attività con cui il cristiano comunica ad altri il Vangelo favorendone l'accoglienza, non solo è in profonda sintonia con la natura del processo umano di dialogo e di apprendimento, ma è anche rispondente a un'altra realtà antropologica, quella cioè di far partecipi gli altri dei propri beni. Il cristiano, affascinato dal Vangelo, non può fare a meno di testimoniarlo e di proporlo al prossimo...

Aspetto ecclesiologico dell'evangelizzazione

Una caratteristica dell'evangelizzazione è l'invito alla fede, alla conversione e alla sequela Christi. Se l'appello alla conversione vale per i non cristiani, chiamati all'accoglienza libera della grazia, e per i cristiani, chiamati al quotidiano cambio di mentalità, l'incorporazione nella Chiesa non è altro che l'ingresso nella comunione con Gesù e nei beni spirituali del Regno di Dio...
... Incorporazione alla Chiesa è quindi ingresso nel Regno e comunione con Cristo. Non si può disgiungere il Regno dalla Chiesa, così come non si può separare Cristo dal Regno e dalla Chiesa, suo corpo mistico...
... Nel contemporaneo «deserto» dell'oscurità di Dio e dello svuotamento della coscienza e della dignità umana, la proposta evangelizzatrice è un atto generoso di carità e allo stesso tempo un diritto e un dovere irrinunciabile dell'uomo libero: «Un diritto che purtroppo, in alcune parti del mondo, non è ancora legalmente riconosciuto ed in altre non è rispettato nei fatti» (n. 10). L'evangelizzazione, inoltre, si realizza sia mediante la predicazione pubblica del Vangelo sia mediante la testimonianza personale di fedeltà, di coerenza e di santità. Parola e testimonianza si illuminano a vicenda. Se la parola è smentita dalla condotta, rimane sterile. Ma anche la testimonianza, se non è sostenuta da un annuncio chiaro e inequivocabile del Signore Gesù, rimane anch'essa impotente.

Aspetto ecumenico dell'evangelizzazione

L'evangelizzazione promossa dalla Chiesa ha un raggio universale e si realizza in modo diverso a seconda delle comunità umane e religiose alle quali si rivolge...Il documento, propone il caso concreto dell'evangelizzazione in paesi di antica tradizione cristiana, richiama il rispetto che si deve avere per le loro tradizioni e le loro ricchezze spirituali. Riafferma anche l'urgenza dell'impegno ecumenico, mediante l'ascolto, la discussione teologica, la testimonianza...
... La testimonianza alla verità va fatta non con la forza né con indebiti artifici, ma nella libertà e nel rispetto dell'altrui coscienza. Sono la Parola di Dio e la grazia dello Spirito Santo a convincere e a convertire i cuori e le menti: «La missione cristiana risiede nella potenza dello Spirito Santo e della stessa verità proclamata» (n. 12)...
L'evangelizzazione, poi, è un compito non soltanto socio-assistenziale, ma propriamente apostolico; non solo di promozione umana, ma anche e soprattutto di consegna della parola di vita eterna alle persone e ai popoli che hanno bisogno della luce del Vangelo e della grazia salvifica di Gesù. Il missionario e la missionaria accanto al dono del cibo, dell'assistenza, dell'istruzione umana non possono privare il prossimo del grande dono della conoscenza di Gesù, dell'incorporazione alla comunione con lui nella Chiesa mediante il battesimo e dell'invito alla santità della vita..."

A cura di Matteo Attori