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La logica perversa del nuovo Epulone

«Per non aumentare i commensali si punta a far crescere la qualità delle briciole»

Pubblichiamo alcuni spezzoni di articoli, apparsi sulla rivista " Mondo e Missione edita dal PIME, a firma del cardinale salesiano dell' Honduras Oscar Rodiguez Maradianga da sempre "voce di chi non ha voce" a fianco dei poveri e in prima linea nelle battaglie contro droga e corruzione, nella chiesa latinoamericana gli si riconosce la capacità di coniugare tradizione e modernità nella sua azione pastorale.

"... Il nostro tempo richiede una riflessione urgente sui temi della giustizia e della povertà. Se non ci decidiamo a riflettere su questi problemi e ad affrontarli saremo in debito con le generazioni future, che potranno considerare una disgrazia il fatto di essere state precedute da persone incapaci di dedicarsi con solidarietà e chiarezza alla trasformazione del mondo che abbiamo in quello che desideriamo. In genere si pensa che la gioventù sia l'epoca dei sogni e la maturità quella delle realizzazioni. Ma questo modo di pensare va cambiato. Siamo tutti chiamati a sognare e realizzare. Se c'è qualcosa di buono nella cultura della globalizzazione è proprio l'idea che un sogno è valido solo quando imbocca il cammino dei fatti. Perché questo accada, però, occorre sconfiggere l'individualismo. Come dice una bella canzone brasiliana: «Chi sogna da solo resta nel mondo dei sogni, ma chi sogna assieme ad altri crea nuove realtà».
Nel mondo di oggi circola un ottimismo falso riguardo alla globalizzazione, in forza del quale vengono bollati come pessimisti anche tutti coloro che, pur difendendo alcuni aspetti della globalizzazione, si interrogano sulle scelte effettuate e segnalano possibili effetti negativi. Che posto occupa l'essere umano nelle forme attuali della globalizzazione? Questa è la domanda fondamentale. Dobbiamo chiederci se ci riteniamo parte di un unico genere umano o se - superata la spaccatura tra bianchi e neri, tra indigeni e conquistadores - non stiamo creando un muro insuperabile tra ricchi e poveri, a livello di individui e di società...
Per cambiare questo stato di cose, bisogna superare la posizione di coloro che interpretano la parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro applicando una logica perversa: rifiutano di aumentare il numero dei commensali e pensano invece che Epulone debba mangiare di più e meglio, con la certezza che aumenterà anche il numero e la qualità delle briciole che potranno essere raccolte dai poveri Lazzaro del sottosviluppo, dell'indigenza e dell'esclusione. Come Chiesa abbiamo cercato di richiamare l'attenzione sul muro tra ricchi e poveri, ma non siamo ancora riusciti a smuovere gli Stati e le grandi organizzazioni che reggono la società internazionale. Abbiamo bisogno di uno sviluppo umano davvero sostenibile e di un mondo in cui tutti possano vivere dignitosamente. Perciò ogni modello di società e ogni aspirazione collettiva deve avere chiaro il posto che occupa l'uomo nel suo disegno..."

A cura di Matteo Attori