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Messaggio di Benedetto XVI per la Quaresima

UN'OCCASIONE DA NON PERDERE

Le colonne della Quaresima: digiuno, elemosina, preghiera.

"Tempo liturgico assai prezioso e importante" definisce la Quaresima Benedetto XVI, da viversi col dovuto impegno. Lo ricorda il Papa con lo stupendo messaggio quaresimale di quest'anno, più ricco e provocante di tutti i precedenti.
Occorre spalancare le finestre alla luce della grazia che irrompe dal cielo.
Bisogna spalancare il cuore alle necessità dei fratelli.
Perché la grazia arrivi e la carità parta, bisogna liberarci da tutto ciò che ci ingombra e ci imprigiona: pigrizia, egoismo, peccato e miopia verso Dio.
La pigrizia ci impedisce di cambiare, correggere e migliorare. È un impegno faticoso quello proposto Molti potrebbero essere accusati di "renitenza al lavoro".
L'egoismo ci impedisce di dare attenzione ( avere occhi), avvertire sensibilità ( avere cuore) e fare azioni benefiche ( avere mani) verso gli altri.
La miopia spirituale ci impedisce di vedere Dio, il cielo dell'eternità, l'universo spirituale dove naviga la nostra anima. Come se avessimo delle cateratte, quella opacità del cristallino che ci impedisce la visibilità e che occorre asportare chirurgicamente.
"Il periodo quaresimale è favorevole per riconoscere le nostre debolezze, accogliere con una sincera revisione di vita, la grazia rinnovatrice del sacramento della Penitenza, e camminare con decisione verso Cristo".

Lungo i sentieri delle domeniche
Il messaggio scorre lungo i sentieri della liturgia delle cinque domeniche che ci avvicinano alla Pasqua di Resurrezione. Benedetto sembra prendere per mano la sua Chiesa e condurla lungo i tornanti delle domeniche del tempo di Quaresima. La prima domenica , ricordandoci le tentazioni superate da Gesù, afferma il Papa, ci invita ad "una lotta 'contro i dominatori di questo mondo tenebroso' ( Ef 6,12), nel quale il diavolo è all'opera e non si stanca, neppure oggi, di tentare l'uomo che vuole avvicinarsi al Signore".
Il Vangelo della Trasfigurazione della seconda domenica, ci invita ad accogliere Gesù come dono del Padre e a prestare attenzione alle sue parole. "È un invito a prendere le distanze dal rumore del quotidiano per immergerci nella presenza di Dio".
Il Vangelo della Samaritana, propostoci nella terza domenica, vuole suscitare in noi il desiderio dell'acqua che deriva da Gesù come da sorgente, la sola "che può estinguere la nostra sete di bontà, di verità e di bellezza! Solo quest'acqua donataci da Gesù, irriga i deserti dell'anima inquieta e insoddisfatta finché non riposa in Dio".
Il Vangelo della quarta domenica, quella del cieco nato, ci ricorda che "il Cristo insieme alla vista, vuole riaprire il nostro sguardo interiore perché possiamo vedere in lui l'Unico nostro Salvatore".
Nella quinta domenica che ci ricorda la risurrezione di Lazzaro, siamo invitati a fare nostra la professione di fede della sorella di Lazzaro, Marta : "Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che viene nel mondo". E il Papa continua: "La comunione con il Cristo in questa vita ci prepara a superare il confine della morte, per vivere senza fine in Lui….Privo della luce della fede l'universo intero finisce rinchiuso dentro un sepolcro senza futuro, senza speranza".
La Quaresima è un pressante invito della Chiesa 'nostra Madre e Maestra', come amava chiamarla il papa bergamasco Giovanni XXIII, "a liberare il nostro cuore dal peso delle cose materiali, da un legame egoistico con la terra, che ci impoverisce e ci impedisce di essere disponibili ed aperti a Dio e al prossimo".

Tre gigantesche colonne
Il Papa passa quindi a rivisitare le tre gigantesche colonne che sostengono la Quaresima: Digiuno, Elemosina, Preghiera.
Il digiuno, mentre rende più povera la nostra mensa, arricchisce il nostro cuore, insegnandoci a "superare l'egoismo per vivere nella logica del dono e dell'amore; sopportando la privazione di qualche cosa – e non solo del superfluo – impariamo a distogliere lo sguardo dal nostro io per scoprire Qualcuno accanto a noi e riconoscere dio nei volti di tanti fratelli". Il digiuno cristiano ha questo di tipico "fà sì che l'amore per Dio sia anche amore per il prossimo". Mangio e bevo di meno io, perché chi è senza pane ed acqua, possa avere questi alimenti indispensabili per la vita.
La pratica dell'elemosina, invitandoci alla condivisione, ci aiuta a superare "la tentazione dell'avere, della avidità del denaro, che insidia il primato di Dio nella nostra vita. La bramosia del possesso provoca violenza, prevaricazione e morte…L'idolatria dei beni non solo allontana dall'altro, ma spoglia l'uomo, lo rende infelice, lo inganna, lo illude senza realizzare ciò che promette, perché colloca le cose materiali al posto di Dio, unica fonte della vita" e della gioia. La pratica dell'elemosina è un richiamo al primato di Dio e della carità verso i bisognosi.
La preghiera ,che deve essere più intensa e sentita in questo periodo,, "ci permette anche di acquisire una nuova concezione del tempo: senza la prospettiva dell'eternità e della trascendenza, esso scandisce semplicemente i nostri passi verso un orizzonte che non ha futuro". Nella preghiera noi troviamo il tempo per Dio che ci parla e ci indirizza 'parole dense di vita e di eternità perché non passeranno in eterno'. Nella preghiera il Signore ci rivela la sua mente e il suo cuore: 'i miei pensieri non sono come i vostri pensieri e i miei progetti non sono come i vostri, di voi terrestri…Voi non riuscirete mai a misurare la larghezza, l'altezza, la profondità del mio amore per voi'.

Il Crocifisso Risorto
Il Papa offre come conclusione del suo ricchissimo messaggio, che abbiamo cercato di sintetizzare al massimo, una preziosa sintesi dell'itinerario quaresimale.
La contemplazione del Mistero della Croce
"deve attuare una profonda conversione della nostra vita,
orientare con decisione la nostra esistenza secondo la volontà di Dio,
liberarci dal nostro egoismo,
superando l'istinto di dominio sugli altri e aprendoci alla carità".
La Quaresima è tempo forte, tempo di grazia, tempo di conversione. Davanti c'è il Cristo crocifisso. Davanti c'è la risurrezione di Cristo. Nessuno può rimanere indifferente. La conversione è d'obbligo, per migliorare la nostra vita e quella dei nostri fratelli. La fede senza la carità è come una lampadina senza corrente. Il mondo ha bisogno di luce. E di speranza, quella che sgorga dalla Croce della salvezza, esplode dal sepolcro della Risurrezione e dilaga nel mondo fino alla fine dei secoli.

P. Giuseppe Rinaldi s.x.