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Obiettivi del millennio: dalle promesse ai fatti

Ancora oggi lo sviluppo è il vero nome della pace come afferma la profetica «Popolorum Progressio»

"... La crisi finanziaria che ha travolto i mercati mondiali ha dominato gli interventi della sessantatreesima Assemblea generale delle Nazioni Unite, tenutasi a fine settembre a New York, facendo passare in secondo piano il tema della povertà in Africa e nel resto del pianeta, che avrebbe dovuto essere al centro della discussione. L'eccezionalità della crisi finanziaria non ci deve però fare dimenticare l'importanza dei cosiddetti Obiettivi di sviluppo del millennio, lanciati nel 2000 per ridurre entro il 2015 povertà e pandemie nel mondo. Gli ultimi dati parlano di un aumento dei poveri nei cinque continenti. Le persone senza cibo stanno raggiungendo il miliardo. La comunità internazionale deve agire per fare rispettare gli impegni presi. È necessario che le Nazioni Unite considerino che senza sviluppo non è facile poter arrivare a questi Obiettivi del millennio.
È necessario destinare maggiori risorse allo sviluppo, mentre, allo stesso tempo, le nazioni in via di sviluppo devono impegnarsi fortemente nella lotta alla corruzione.
In questo contesto, quale il ruolo della Chiesa? Certamente quello di continuare, attraverso la sua dottrina sociale, a far prendere coscienza ai popoli - così come diceva Paolo VI nell'enciclica Populorum Progressio, più di quaranta anni fa - che lo sviluppo è il nuovo nome della pace e che senza sviluppo non sarà possibile arrivare alla pace nel mondo...
I nuovi contributi e gli impegni per combattere la povertà nel mondo ammontano a circa 16 miliardi di dollari. Attualmente molti degli obiettivi sono indietro di decenni, soprattutto nell'Africa sub-sahariana, e i Paesi ricchi sono restii ad affrontare il problema del declino degli aiuti a quelli poveri. Secondo dati dell'Ocse (Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo), l'aiuto ufficiale allo sviluppo da parte dei Paesi più industrializzati è diminuita dell'1 per cento nel 2007, se escludiamo dal calcolo i fondi per la cancellazione del debito.
Ma non bisogna perdere la speranza. Alle Nazioni Unite, sono stati promessi 1,6 miliardi di dollari per promuovere la sicurezza alimentare e circa 2 per diminuire la mortalità infantile e curare la salute materna. Particolarmente promettenti sono i 3 miliardi di dollari per lanciare il Piano d'azione contro la malaria, visto che questa malattia uccide un milione di persone all'anno ed esistono soluzioni economiche per migliorare la situazione. Una scadenza per verificare i successi raggiunti sarà il 2010, quando si svolgerà un summit specifico sugli Obiettivi di sviluppo del millennio..."

A cura di Matteo Attori