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Un primo novembre che continua ad affascinarci

Un primo novembre che continua ad affascinarci

Un giorno per ridare al nome tutta la sua bellezza. Il primo di novembre è occasione da non mancare perché ciascuno possa ritrovare nel proprio nome il sentiero capace di dare consistenza al passo di una storia, unica e singolare, che ci appartiene e ci proietta nel futuro.
Il nostro nome è segnato dal ricordo. La Chiesa, madre sapiente, ha voluto racchiudere in 24 ore una galassia di sentieri che, intrecciandosi, raccontano dell'umanità, lasciando spazio alla santità come vero volto dell'uomo.
"Beati....beati....beati...": ci sentiamo ripetere nella liturgia di oggi. Ed è proprio per ciascuno di noi. Un capolavoro questa vita che siamo chiamati a scolpire ogni giorno e che ci costa non pochi sacrifici. Spesso facciamo esperienze fallimentari, ci rimettiamo in piedi e manderemmo tutto a quel paese. Eppure, basta poco per riconsegnarci l'attesa: un sorriso, una pacca sulla spalla, un gesto di attenzione e di fiducia. Tutto per il bene.
Questo è, appunto, l'orizzonte sul quale siamo chiamati a disegnare i nostri giorni, l'opera meravigliosa che abbiamo tra le mani, il percorso della santità.
E alla sera del primo novembre, quando la giornata ha gustato il sapore della santità, il pensiero che corre ai morti della propria casa è gonfio di tenerezza. C'è chi le lacrime non riesce a trattenere, chi si lascia cullare da dolci ricordi, chi ritrova silenzi e parole senza polvere, chi percepisce il passare del tempo come un accumulo di saggezza. Un tramonto da vivere nella propria casa, con il calore della famiglia e la voglia di raccontare ai piccoli il dono di quelli che non ci sono più, ma ci hanno dato tanto. Sono questi nomi che tracciano il sentiero luminoso della fede.
Anche questo è un frammento di missione, quella che trova nella vita il segreto della beatitudine e si consuma nella fedeltà ad una chiamata, ad un nome che ci appartiene per sempre.
Non perdiamo, cari amici, questo tesoro prezioso.
Ci può stare un "dolcetto e scherzetto", ma non abbandoniamo alla banalità il dono del nostro nome che scrive relazioni eterne.
Un momento di festa e di serenità in famiglia per aiutarci a spezzare il tempo, a riappropriarci di spazi profondi, a custodire e far crescere il seme di una società alternativa.
La santità è questa piccola cosa!

01/11/2013