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Fatti tuoi numerosedici

Fatti tuoi numerosedici

Le parole, troppe, ci sommergono. Spesso soltanto parole. Ci sono mondi interi che si reggono sul “parlare” e vanno ad incentivare sogni, ambizioni, desideri, bramosie e, magari, anche scelte di vita. L'abbandono al mondo delle parole genera stragi di valori e inconsistenza di vita.
Mettere in guardia dalle parole è un buon metodo educativo, un prezioso suggerimento per entrare nel mistero dell'umanità.
Sì, perché le parole portano con sé un messaggio, dicono e velano nello stesso tempo. Il tono e la modulazione della voce fanno la differenza e trasformano suoni senza contenuto in sussulti di piacere, balbettii in certezze, mormorii in carità.
“Evita inoltre le discussioni sciocche e non educative, sapendo che generano contese”: non è avaro Paolo di consigli a Timoteo perché sappia essere capace di relazioni.
Proprio la zizzania che le parole sono capaci di seminare tra gli uomini è uno degli argomenti che papa Francesco attacca e indubbiamente mina anche la comunità cristiana.
La parola, che è veicolo per l'annuncio missionario della Chiesa, può diventare frustrante e capace di rompere ogni positiva relazione tra gli uomini e con Dio.
Divide la comunità, spezza la confidenza, impoverisce i cuori. E poi allontana da Dio, gli appiccica addosso monili inutili, svuota il senso dell'incontro.
La Parola, quella con la P maiuscola, si è fatta carne. Ha sconfitto la frammentarietà delle parole per ritrovare l'unità della proclamazione, la solennità di una relazione paterna e familiare.
Una Parola che chiede ascolto.
E adesso… sono fatti tuoi!

16/10/2013