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Fatti tuoi numerotrenta

Fatti tuoi numerotrenta

L'annunciatore, anche chi è segnato dalla persecuzione, rende la sua testimonianza nella gioia.
Non è superficialità e neppure mania di protagonismo, ma la convinzione di partecipare ad un progetto più grande di lui: il Regno di Dio.
Anche Paolo ne è convinto: "perché per mio mezzo si compisse la proclamazione del messaggio e potessero sentirlo tutti i Gentili: e così fui liberato dalla bocca del leone". A Timoteo il compito di accogliere questa testimonianza, perché motivi sempre di più anche il suo ministero.
La vita del cristiano è un continuo appello alla missione. Il papà e la mamma, i figli, i nonni, e poi l'idraulico, il commercialista, l'imbianchino, il droghiere, il camionista, il filosofo, il commesso, non esiste nessuno che, battezzato, non sia chiamato alla missione. Quello che siamo si realizza nella missione. Nello spazio del volontariato, quello vero, si manifesta un segno capace di rovesciare le logiche dell'interesse e dell'egoismo. E le occasioni sono davvero tante: la gratuità assume il volto della misericordia, i tratti dall'accoglienza, le premure della libertà.
Quando il cuore si lascia rapire dalla missione non esistono più confini e resistere alla provocazione della strada davvero impossibile. Il fascino si trasforma in realtà e niente si risparmia all'annuncio, neppure il dono sofferto dell'ultimo respiro.
Facciamo nostra la stessa passione di Paolo per assaporare intensamente la bellezza della fede.
E adesso… sono fatti tuoi!

30/10/2013