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Fatti tuoi numeroventinove

Fatti tuoi numeroventinove

Quando il messaggio del Vangelo ti coinvolge, allora non ti ferma più nulla.
Il destino può anche essere quello terribile della solitudine, ma la forza non ti viene meno.
Rimane la fatica, ma non la desolazione.
"Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato":
questa la sorte di Paolo. Confessa a Timoteo la fatica di rimanere solo al processo non per farsi compassionare, ma per riaffermare che la sua forza viene dal Signore, tanto che si preoccupa di sollevare qualsiasi amico da una possibile responsabilità.
Anche nelle fatiche più imponenti, quando il monte da scalare sembra impossibile, è la forza del Signore che fa la differenza insieme a quell'abbandono totale che il credente sperimenta nella fede.
Sì, è la fede che accompagna ogni esperienza dell'uomo credente. E alla fede ci si educa sempre di più, nella quotidianità della vita. La fede è una strada in salita. Non è un salto nel buio, ma un continuo immergersi nel Mistero che svela l'umanità e aiuta a toccare Dio nella semplicità dei limiti e delle attese. Il mormorio leggero della Parola custodisce i passi del credente e infonde la speranza, quella che si realizza nel “rimanere” del Vangelo, segno di tenerezza immensa.
Nei tribunali di oggi, che sono spesso la piazza o il luogo di lavoro, dove può succedere anche a noi di rendere testimonianza, non siamo mai da soli.
E adesso... sono affari tuoi!

29/10/2013