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Fatti tuoi numeroventisei

Fatti tuoi numeroventisei

Un desiderio di relazioni profonde abita il cuore dell'uomo. La missione stessa risponde a questo desiderio, che diventa un appello tremendo quando è attaccato dalla violenza e precarietà, quando a prevalere sembra la solitudine. Allora la fraternità mostra tutta la sua bellezza, rivela il volto bello delle relazioni.
"Cerca di venire presto da me, perché Dema mi ha abbandonato avendo preferito il secolo presente ed è partito per Tessalonica": questa confidenza ci apre il cuore di Paolo. È forte il legame con Timoteo e ancora più incontenibile il bisogno di affetto, di condivisione, che attraversa l'esperienza umana e cristiana di Paolo. Questa confidenza sull'amicizia ci aiuta a vincere quel pudore umano, che spesso impedisce la libertà e la schiettezza dei rapporti.
Proprio il mondo missionario, quello autentico e vuoto da inutili formalismi, ci offre lo spazio per relazioni che hanno il sapore di una fraternità intensa.
Il "secolo presente" è tentazione di confusione e smarrimento, ambiguità e insicurezza, ma offre riparo all'immaturità... un disastro.
Cerchiamo di coltivare relazioni profonde e non nascondiamo quella passione che attraversa la nostra umanità nella ricerca del vero bene. L'affetto è un dono da condividere, una dimensione fondamentale per la missione. Solo l'affetto apre porte che diversamente diventano macigni, solo l'affetto è capace di scaldare i cuori più intristiti. Non lasciamoci rubare l'affetto dalla superficialità del piacere o dall'egoismo del potere.
E adesso... sono fatti tuoi!

26/10/2013