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Fatti tuoi numeroventotto

Fatti tuoi numeroventotto

“Alessandro il ramaio mi ha procurato molti mali”: l'amarezza dell'apostolo è fuori dubbio, ma di certo non è la prima volta. La beatitudine della persecuzione è stata annunciata da Gesù ai suoi senza mezzi termini. Parlar male, offendere, insinuare con malizia, lasciarsi andare a giudizi davvero cattivi, costituirsi giudici, arrogarsi il diritto di valutare l'operato di un altro e persino fare il processo alle presunte intenzioni, tutte queste cose fanno parte di quel male che entra nell'uomo e abbruttisce la sua vita, impoverisce le sue relazioni, oscura il suo orizzonte. E mentre semina il male, il male stesso lo afferra e rovina.
Se poi la persecuzione è istituzionalizzata allora si presentano all'appello quegli integralismi e esclusivismi che, negando ogni evidenza religiosa, creano discriminazione e violenza, innescando una spirale di violenza che non guarda in faccia a nessuno e si abbatte sui più deboli.
Forse queste cose ci paiono tanto lontane da non meritare attenzione oppure è talmente fragile la nostra fede da non dare così importanza alla coerenza della testimonianza, prevale l'adeguamento ad ogni situazione. Non si tratta di andare a cercare la persecuzione e neppure di iniziare inutili e dispersive crociate.
L'assoluta gratuità della testimonianza ci consegna le armi della tenerezza, della misericordia, di quella presenza che dice Dio oltre ogni attesa e resistenza. Assoluta gratuità è dell'apostolo e del credente, è della Chiesa. Questo pensiero deve accompagnarci sempre nella missione, ovunque sia.
E adesso… sono fatti tuoi!

28/10/2013