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Costa D'Avorio - Consacrazione della nuova Chiesa Parrocchiale

CONSACRAZIONE DELLA NUOVA CHIESA DELLA PARROCCHIA SANTA TERESA DEL BAMBIN GESÙ IN TANDA, DIOCESI DI BONDOUKOU - COSTA D’AVORIO - DEDICATA AL BEATO PAPA GIOVANNI XXIII

"Noi abbiamo costruito una nuova Chiesa per costruire la Chiesa"

In data 17 luglio 2010 nella parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù in Tanda, Costa d’Avorio, è stata consacrata la nuova chiesa dedicata al Beato Papa Giovanni XXIII degno rappresentante della diocesi di Bergamo alla quale appartengono i missionari che sono presenti sin dal 1975.

Breve storia della parrocchia di Tanda

La parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù è stata fondata il 12 gennaio del 1935 dai missionari francesi della Società delle Missioni Africane e dagli stessi diretta fino al 1975. Ai missionari francesi sono succeduti i missionari Fedei Donum della Diocesi di Bergamo, tuttora presenti in missione. Dal 2006 ai nostri padri missionionari si sono aggiunti i padri locali a formare una comunità missionaria parrocchiale mista stante la sempre maggiore vastità della parrocchia stessa di Tanda.
Grazie al buon lavoro dei missionari francesi prima e bergamaschi poi, la comunità cattolica di Tanda è aumentata sempre più e con l’aumento della popolazione è diventato naturale pensare ad una nuova Chiesa, poichè le due esistenti non bastavano più a contenere i sempre più numerosi fedeli.

La nuova chiesa

Ecco dunque che nel 1996 nasce nella mente del parroco di allora, padre Lorenzo Orsini coadiuvato dai suoi vicari don Angelo Passera e don Lorenzo Frosio, la prima idea di realizzare una nuova Chiesa
Con un entusiasmo senza precedenti, i nostri missionari ed i fedeli laici locali hanno unito impegno e risorse che si sono concretizzati nella stesura del progetto della nuova Chiesa, grazie al prezioso contributo dell’ architetto bergamasco Guido Conti, a cui ha fatto seguito l’immediato inizio dei lavori.
I lavori sono durati 14 anni con alterne fortune; 14 come le stazioni della via crucis, a significare quanto impegno e dedizione sia stata profuso dai nostri missionari, dai fedeli locali e dai tanti volontari bergamaschi che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno sia economico che manuale. Da menzionare il modo particolare il sig. Mario Sangaletti di Cologno al Serio e del suo gruppo di lavoro, che ha profuso un immenso impegno personale nella realizzazione della Chiesa, anche in considerazione degli scarsi mezzi ed attrezzature presenti in loco.
Quando si dice la Provvidenza! Provvidenza in tutti i sensi, visto che tutto è andato a buon fine, non si è fatto male nessuno, nonostante le oggettive difficoltà operative incontrate.
La grande determinazione unita alla forza d’animo e la fiducia nell’esito positivo finale da parte di don Angelo Passera e dei suoi collaboratori, ha infuso certezze a tutti anche nei momenti più bui, nei quali sembrava impossibile portare a termine la costruzione.
Alla fine tutto si è concluso nel modo migliore con risultati addirittura superiori alle aspettative; talmente superiori che il risultato finale ha sbalordito anche gli architetti e gli ingegneri progettisti.
Per meglio comprendere lo sforzo enorme compiuto dalla comunità di Tanda, (villaggio e circondario di modeste dimensioni ed abitanti), la nuova Chiesa di Tanda è la terza chiesa in Costa d’Avorio per dimensioni in pianta, subito dopo la cattedrale della capitale Yamoussoukro (simile alla basilica di S. Pietro), la cattedrale di Abidjan (capitale commerciale grazie al porto e attività commerciali connesse).
La Chiesa ha una capacità di circa 3.500/4.000 posti ed una superficie coperta di circa 2.500 mq (circa 6 volte la nostra chiesa di Morengo); l’altezza massima raggiunge i 16 ml (quasi un edificio di 5 piani).
La nuova Chiesa finalmente permetterà a tutti i fedeli di assistere in modo consono alle celebrazioni liturgiche all’interno della stessa; sarà, così posto rimedio alle difficoltà intrinseche delle due chiese esistenti che, non potendo ospitare tutti i fedeli per le loro modeste dimensioni, costringe la maggior parte degli stessi a seguire le celebrazioni liturgiche all’esterno.
A dimostrazione che l’impresa ha semplicemente del miracoloso basta solamente pensare alle caratteristiche della nazione dove la chiesa è stata edificata; una nazione che in fatto di tecnologia edilizia annovera solamente la presenza di tanta manodopera poco qualificata e nulla o poco più in fatto di attrezzature edili (es. ponteggi e argani di sollevamento) e mezzi d’opera. Non ultimo il fatto della difficoltà di reperimento dei materiali da costruzione e della loro posa in opera. Tutto questo avrebbe scoraggiato di sicuro tutti noi occidentali che siamo abituati pianificare un intervento solo solo se in presenza di precise condizioni operative. Don Angelo ed i suoi parrocchiani hanno dimostrato con i fatti che il risultato si può raggiungere, a prescindere, solo se si crede fermamente in quello che si fa: in una parola basta avere Fede.
Come dire che la Fede vince tutte le difficoltà materiali, siano esse mancanza di tecnologia, forniture ed attrezzature. Viceversa la tecnologia, nel massimo della sua espressione, non vince sull’apatia e l’indifferenza.
Passando ora a descrivere la geometria della Chiesa, possiamo dire che la stessa è stata studiata nello spazio in modo radiale tale da permettere a tutti i presenti di visualizzare l’altare ed il celebrante da tutte le posizioni. Tale risultato è stato raggiunto grazie ad un attenta progettazione architettonica di base, tramite adeguate pendenze del pavimento e disposizioni concentriche dei banchi nelle grandi navate. Strutturalmente la chiesta è stata realizzata con un sistema fondazionale a plinti isolati e pilastri in elevazione in cemento armato. I pilastri a livello interrato ed in corrispondenza del presbiterio sono stati collegati da muri perimetrali sempre in cemento armato a formare una solida cintura perimetrale. La copertura, inizialmente prevista con capriate in legno (materiale disponibile sul posto) delle dimensioni di 26,00 m, è stata successivamente realizzata in ferro per oggettive difficoltà locali nel reperire la fornitura lignea di tali dimensioni.
Vista dall’alto ha la forma di una persona con le braccia aperte a significare l’accoglienza; rappresenta nostro Signore che apre le braccia per accogliere tutti quelli che vengono a Lui, uomini, donne, bambini, poveri e ricchi, savi e peccatori. A tutti Egli sembra voler dire “venite a me, voi che faticate sotto il peso del vostro quotidiano“.
La zona del presbiterio è stata delimitata in altezza da due ampie vetrate nelle quali spiccano due grandi croci: una su un fondo verde ed una su fondo giallo.
Simboleggiano rispettivamente la croce della sofferenza terrena e la Croce gloriosa della resurrezione.
Come dire che la Chiesa ci conduce, attraverso la sofferenza terrena e con l’aiuto di nostro Signore, alla gloriosa contemplazione di Dio Padre in Paradiso.
Nel grande altare centrale di granito, al quale si accede tramite una scala importante che simboleggiare l’ascesa al Monte Sacro, è stata inserita durante la cerimonia della Consacrazione la Reliqua del beato papa Giovanni XXIII (una moneta d’oro raffigurante la sua immagine)

Cerimonia di consacrazione

Alla fine con grande orgoglio e sollievo i lavori sono stati ultimati al meglio ed il giorno tanto atteso è dunque arrivato: il 17 luglio 2010 la Nuova Chiesa è stata consacrata con il rito liturgici consoni per l’occasione.
Alla cerimonia erano presenti:

  • il Nunzio apostolico della Costa d’Avorio;
  • il vescovo diocesano locale di Bondoukou, la diocesi a cui appartiene la Parrocchia di don Angelo Passera,
  • il vicario generale vescovile della diocesi di Bergamo: mons. Davide Pelucchi;
  • il parroco della parrocchia locale: don Angelo Passera nostro concittadino;
  • Il curato parrocchiale: don Giandomenico Epis di Frerola, collaboratore di don Angelo Passera;
  • Eccelsiastici e diaconi locali;
  • il Consigliere personale del Presidente della Repubblica della Costa d’Avorio;
  • Ministri del governo della Costa d’Avorio
  • Il Prefetto della regione di appartenenza il comune di Tanda
  • il Sindaco della comunità di Tanda,
  • notabili e rappresentanti delle etnie locali,
  • l’Iman della comunità musulmana locale,
  • la variopinta comunità locale,
  • Guido Conti di Bergamo, architetto progettista della nuova Chiesa
  • Giuseppe Fratelli calcolatore delle strutture in cemento armato della nuova Chiesa, nonché rappresentante della Comunità di provenienza Italiana di don Angelo Passera in vece del Sindaco Luciano Ferrari.

E’ stata una solenne cerimonia concelebrata dal Nunzio Apostolico, dal Vescovo della diocesi locale, dal Vicario della diocesi di Bergamo e dal parroco don Angelo Passera, dal suo Vicario don Epis e da tutto il sacerdoti e diaconi locali. La chiesa era stracolma di una moltitudine variopinta di fedeli locali e del circondario La liturgia è stata calorosamente e cromaticamente animata da sei corali locali che hanno ritmato e scandito, con le loro meravigliose meolodie, la liturgia per tutta la sua durata. Visto che con le parole non è possibile trasmettere emozioni si lascia spazio alle fotografie che permettono di meglio valorizzare il grande lavoro effettuato da tutti ed è il miglior tributo che la nostra comunità di Morengo orgogliosamente rivolge al grande architetto coordinatore don Angelo Passera.

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