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Scegliamo un progetto

La scelta di un progetto


Uno stile di solidarietà e partecipazione


La capacità di guardare avanti è un dono, la forza di volere il bene è profezia. Per questo l'attenzione al sud del mondo, che assume forme ed intensità diverse, ha tutto il valore di educare il cuore alla solidarietà e di modellare lo stile di vita alla condivisione. È qualcosa che riguarda tutti, qualcosa che può diventare impegno di molti.
Una convinzione: non si tratta di fare elemosina, di "cacciare" qualche soldo.
La posta in gioco è assumersi responsabilità. Ecco perché parliamo di un "progetto". Piccolo, misurabile, circoscritto se vogliamo, ma di una realtà che metta in relazione più persone, si prolunghi nel tempo e tenti di arrivare alla sua autosostenibilità. È una sfida, meglio ancora è il desiderio di camminare insieme ad una realtà, spesso proprio povera di mezzi, ma non di attesa, entusiasmo, desiderio, sicuramente convinta di doversi prendere cura della vita e della sua crescita.
Un "micro progetto": dalla famiglia alla scuola, dalla parrocchia ad un gruppo specifico, dalla salute alla possibilità di imparare un mestiere. E chi sceglie di prendere parte a questa avventura, sia come sostenitore che come protagonista, sceglie di ritagliare nel puzzle della propria vita e dei propri interessi un tempo, una disponibilità economica, un capacità di relazione e, soprattutto, di fiducia nel futuro.
Scegliere un "micro progetto" non è qualcosa di "individualistico" perché legato a "quel bambino" o a "quel missionario", con tutto il rispetto che questa modalità porta con sé, ma vuol dire abbracciare una concreta possibilità di sviluppo e di maturazione grazie al contesto comunitario dentro il quale inevitabilmente ciascuno vive.
Scegliere un "micro progetto" è avere a cuore la dignità di chi vive nella povertà; è investire su nuovi rapporti di condivisione e partecipazione; è guardare oltre l'assistenzialismo ed i vitalizi; è scrivere insieme possibilità di reale liberazione dalla povertà umana e culturale, economica e sociale. È, per un credente ed una famiglia di credenti, porre un segno di comunione proprio nella Chiesa, questa grande famiglia diffusa su tutta la terra che, direbbe il Beato Papa Giovanni XXIII, è "la chiesa dei poveri e con i poveri".
Scegliere un "micro progetto" è una forma di sostegno ai fratelli del sud del mondo, non l'unica, ma sicuramente capace di stabilire un rapporto umanamente paritario, non pregiudicato dalla possibilità economica, ma pronto al dialogo ed alla relazione.
Per questo non manca l'informazione, la rendicontazione, la presentazione del cammino, gioie e fatiche, che si vivono realmente nella concretizzazione dello stesso. Di tutto questo il CMD si rende responsabile assumendosi l'impegno di tenere i legami tra il missionario o la comunità che beneficia del progetto a tutti coloro che scelgono di sostenerlo.

Scegliere un progetto a distanza è adottare un stile di vita:

  • aprire gli orizzonti sulla realtà del Sud del mondo per conoscere storia, politica, economia, cultura e costumi;
  • condividere nella propria casa e tra i propri conoscenti il valore della solidarietà che, per ogni credente, si immerga nella carità stessa di Dio;
  • vivere sobriamente, evitando di far diventare indispensabile l'inutile;
  • usare i propri soldi per creare giustizia nel mondo e non sfruttamento;
  • arricchire la propria vita e famiglia con un impegno a favore di chi chiede di diventare soggetto di attenzione e collaborazione.

Famiglie per la missione


È la proposta di un "micro progetto" per ogni famiglia!

La scelta di partecipare ad un "micro progetto" condiviso da più famiglie permette di creare realmente una comunità che si incontra nel gesto di realizzare qualcosa di buono.
Ogni proposta, che viene successivamente illustrata, è stata presentata da un missionario o da una comunità di missione al Centro Missionario della nostra Diocesi. È diventata una scelta della "nostra Chiesa" come possibilità per stabilire una cooperazione tra chiese sorelle. In questo senso le chiese di Bolivia, Costa d'Avorio e Cuba sono un luogo di condivisione di persone, competenze, progetti, soldi che in prima persona la nostra Diocesi si impegna a vivere. Nulla è tolto ad altre collaborazioni che maturano grazie ad incontri, richieste, disponibilità.
Ogni proposta è diventata un "micro progetto" che, frazionato in contributi annuali, trimestrali e mensili, vuole coinvolgere un certo numero di famiglie per un periodo di almeno tre anni, anche se logicamente qualsiasi tempistica dipende dalle disponibilità delle famiglie stesse.
Ogni proposta raccoglie un "grappolo" di famiglie, le sensibilizza alla situazione del luogo dove il progetto prende corpo: comunità, tradizioni, impegni pastorali, situazioni delle famiglie e così via. È il CMD che si fa carico di questa comunicazione con le famiglie impegnate, per evitare al missionario di rubare tempo prezioso al suo ministero. Una comunicazione semestrale ed un continuo aggiornamento del sito del CMD, rendono possibile un dialogo tra chi dona e chi riceve. Sul sito del CMD ogni progetto è riportato nel suo svolgersi ed il nome di ogni famiglia, con il paese di provenienza, va a comporre il puzzle dell'intero progetto, anche per rendere le famiglie che scelgono di aderire, visibilmente partecipi della comunitarietà dell'azione. All'atto di adesione al "micro progetto" viene consegnato un piccolo sussidio di presentazione dello stesso e la possibilità di vivere nella preghiera anche questa scelta familiare. Le famiglie che aderiscono al progetto riceveranno gratuitamente il bimestrale del CMD: "Il sassolino nella scarpa" che cura il dialogo e l'informazione missionaria della nostra diocesi.
Infine, ed un particolare non di poco conto, quello che una famiglia dona per il "micro progetto" è interamente impiegato per lo stesso, perché i costi di gestione dell'informazione e della comunicazione sono totalmente a carico del CMD e beneficiano dell'operato di generosissimi volontari.