{"id":2757,"date":"2010-06-01T11:20:51","date_gmt":"2010-06-01T09:20:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cmdbergamo.org\/?post_type=iniziativa&#038;p=2757"},"modified":"2019-08-23T11:36:53","modified_gmt":"2019-08-23T09:36:53","slug":"sottosopra-cre-grest-2010","status":"publish","type":"iniziativa","link":"https:\/\/www.cmdbergamo.org\/en\/iniziativa\/sottosopra-cre-grest-2010\/","title":{"rendered":"SottoSopra &#8211; Cre Grest 2010"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><div class=\"ef3-gtb-block wp-block-\">[vc_row el_id=&#8221;iniziativa&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;2759&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_single_image image=&#8221;2760&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_custom_heading text=&#8221;Dettagli iniziativa&#8221; font_container=&#8221;tag:h4|text_align:left&#8221; el_class=&#8221;bottom-line&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1565355006580{margin-bottom: 25px !important;}&#8221;][vc_custom_heading text=&#8221;La terra del mondo&#8221; font_container=&#8221;tag:h5|text_align:left&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1566552455417{margin-bottom: 25px !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1566552290549{margin-bottom: 25px !important;padding-bottom: 0px !important;}&#8221;]<em>Parliamo di terra\u2026<br \/>\nImpossibile pensare la nostra esistenza senza terra!<br \/>\nImpensabile un futuro senza terra!<br \/>\nInesistente una cultura senza terra!<br \/>\nIrreale una storia senza terra!<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_id=&#8221;proposta&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;La Proposta del Centro Missionario Diocesano&#8221; font_container=&#8221;tag:h4|text_align:left&#8221; el_class=&#8221;bottom-line&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1566552656936{margin-bottom: 25px !important;}&#8221;][vc_column_text]<em>Parliamo di terra\u2026<br \/>\nImpossibile pensare la nostra esistenza senza terra!<br \/>\nImpensabile un futuro senza terra!<br \/>\nInesistente una cultura senza terra!<br \/>\nIrreale una storia senza terra!<\/em><\/p>\n<p>Madre Terra l&#8217;ha chiamata il Poverello di Assisi &#8220;Laudato si&#8217;, mi Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti fior et herba&#8221;. I missionari, in qualsiasi parte del mondo si trovano, sono testimoni privilegiati di popoli e culture che dalla terra fanno dipendere la loro sussistenza: la terra determina i ritmi della giornata, offre vita o regala sofferenza, dona cibo abbondante, ma a volte restituisce il nulla\u2026 \u00c8 bello ascoltare i missionari, che raccontano di uomini e donne, di bambini e giovani che compiono la loro esistenza cercando di cogliere dalla terra tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 donare; sono racconti appassionati e commoventi, sono racconti veri!<\/p>\n<p>Lasciarsi coinvolgere da questi racconti ci permette di riassaporare la bellezza della ricchezza della nostra Madre Terra! Chiss\u00e0: forse non sono proprio cos\u00ec lontani dalla nostra vita! Grazie a Dio!<\/p>\n<p><strong>Obiettivo:<\/strong>\u00a0la proposta \u00e8 rivolta ai ragazzi del CRE. La declinazione della stessa, in modo che sia adeguata all&#8217;arco di et\u00e0 dei ragazzi, \u00e8 lasciata alla discrezione degli animatori.<\/p>\n<p>L&#8217;invito \u00e8 di compiere un viaggio fantastico incontro ai popoli che vivono a stretto contatto con la terra e da essa fanno dipendere la loro sussistenza. Sono fornite alcune semplici e brevi notizie dei Sem Terra del Brasile, dei Tuareg del deserto del Sahara, degli aborigeni dell&#8217;Australia, dei popoli andini che venerano la Pachamama.<br \/>\nPer ognuna di queste popolazioni si suggerisce una attivit\u00e0 o un gioco.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Il libro della missione&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>Il Centro Missionario Diocesano offre tutta la sua disponibilit\u00e0 ad incontrare i CRE, portando la ricchezza del mondo missionario che si racconta attraverso chi sta vivendo la vita della missione. Prendendo contatti con la segreteria si pu\u00f2 chiedere l&#8217;intervento di missionari (sacerdoti, religiosi, laici) che aiuteranno i ragazzi ad aprire il libro della missione scoprendo in essi la meravigliosa storia che Dio ha scritto sulla terra di tutti i popoli del mondo.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_id=&#8221;brasile&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;I Sem Terra del Brasile&#8221; font_container=&#8221;tag:h4|text_align:left&#8221; el_class=&#8221;bottom-line&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1566552809313{margin-bottom: 25px !important;}&#8221;][vc_column_text]&#8221;Ci hanno lasciato solo una stanza! Solo 10 anni fa la mia famiglia viveva in una fattoria; niente di speciale, ma sicuramente pi\u00f9 dignitosa di questa catapecchia\u2026&#8221;.<br \/>\n\u00c8 una parte del racconto che Jos\u00e9 ha fatto della sua vita a padre Luigi! La famiglia di Jos\u00e8 ha subito la stessa sorte di migliaia di contadini che da piccoli proprietari terrieri, si sono trovati, di punto in bianco, defraudati della loro propriet\u00e0.<br \/>\nLa famiglia di Jos\u00e8 fa parte del movimento dei Sem Terra (Movimento dei Senza Terra).<\/p>\n<p>Cosa \u00e8 successo?<br \/>\nIn poche e semplici parole, visto che non siamo a scuola, \u00e8 successo che alcuni, pochi, ricconi (latifondisti), si sono impossessati delle terre cacciando i contadini che, con molta cura a molto amore, avevano fino a quel momento coltivato la terra. La famiglia di Jos\u00e8, come tante altre, senza poter opporre resistenza, hanno dovuto abbandonare le loro terre e le loro case.<br \/>\nI ricconi hanno raso al suolo tutte le colture e hanno imposto le loro leggi:<\/p>\n<ul>\n<li>monocolture per l&#8217;esportazione: canna, caff\u00e8, agrumi, banane, cacao, cotone, soia, &#8230; (i brasiliani, grandissimi produttori di caff\u00e8, sono costretti a comprare il caff\u00e8 dagli stranieri, perch\u00e9 quello che producono \u00e8 tutto destinato all&#8217;esportazione!);<\/li>\n<li>molte terre lasciate improduttive;<\/li>\n<li>hanno costruito enormi strade distruggendo tutto ci\u00f2 che incontravano sul loro cammino!<\/li>\n<li>Hanno obbligato i contadini, piccoli proprietari, a porsi alle loro dipendenze come mezzadri, con salari da fame.<\/li>\n<\/ul>\n<p>I contadini ormai senza pi\u00f9 la terra, si sono associati ed \u00e8 nato il Movimento Sem Terra.<br \/>\nI loro obiettivi sono:<\/p>\n<ul>\n<li>far conoscere a molte persone la loro situazione, cos\u00ec da potersi liberare dallo sfruttamento dei ricconi;<\/li>\n<li>ridare bellezza alla terra del Brasile, coltivandola nel modo corretto, senza sfruttarla all&#8217;inverosimile;<\/li>\n<li>avere di nuovo la possibilit\u00e0 a tante persone a coltivare la terra;<\/li>\n<li>limitare i danni alla natura rovinata dalla costruzione senza criterio di strade e infrastrutture inutili.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Le proposte<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>&#8220;loratoriorivive&#8221;: ogni gruppo \u00e8 invitato a far pulizia! Muniti di sacco, al via la raccolta di carte e cartacce. Tempo 5 minuti per fare piazza pulita. Il gruppo che avr\u00e0 raccolto pi\u00f9 sporcizia vince la sfida. La proposta si pu\u00f2 estendere a tutti i giorni del CRE: e se ci fosse una classifica per il gruppo pi\u00f9 &#8220;ecologico&#8221;?<\/li>\n<li>&#8220;terra mia&#8221;: di solito i cartelloni dicono cosa non si pu\u00f2 fare; oggi invece sbizzariamoci per trovare ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare per un mantenere un bell&#8217;oratorio pulito e ordinato. Il decalogo del rispetto dell&#8217;ambiente sar\u00e0 il frutto del lavoro.<\/li>\n<li>Gioco: si prova a mettere in gioco l&#8217;allontanamento dei contadini dalle loro piccole propriet\u00e0. Si divide il gruppo in due sotto gruppi diseguali: ai pochi viene dato un pallone leggero, ai tanti nulla. I pochi (ricconi), possono colpire i tanti piccioli che non possono difendersi, ma devono solo evitare di farsi colpire; una volta colpiti, sono costretti a uscire dal gioco. Al termine di cinque minuti si conclude il gioco: ci si siede a gruppetti e si fa una brevissima riflessione sul gioco, evidenziando l&#8217;ingiustizia e la scorrettezza dei ricconi. Se il gruppo \u00e8 particolarmente grande si possono utilizzare anche due palloni.<\/li>\n<li>Un&#8217;uscita nei luoghi pi\u00f9 belli del paese o del quartiere per vedere con occhi nuovi la natura che ci circonda.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_id=&#8221;sahara&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;I Tuareg nel deserto del Sahara&#8221; font_container=&#8221;tag:h4|text_align:left&#8221; el_class=&#8221;bottom-line&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1566552841712{margin-bottom: 25px !important;}&#8221;][vc_column_text]&#8221;E chi l&#8217;ha detto che nel deserto non c&#8217;\u00e8 anima viva?&#8221; Sono le parole di padre Alberto, missionario in Mali che ha avuto la possibilit\u00e0 di vivere alcuni anni nel deserto del Sahara e si \u00e8 accorto che il deserto, non \u00e8 deserto\u2026 anzi\u2026 &#8220;Nel deserto ho incontrato i Tuareg, una popolazione che vive nomade e che, spostandosi tra le dune, crea i suoi accampamenti vicino alle oasi&#8221;, dice padre Alberto: &#8221; Sono prevalentemente musulmani, praticano l&#8217;allevamento e, purtroppo, molte volte, si verificano gli scontri tra le trib\u00f9 a causa di razzie di animali&#8221;.<br \/>\nIncuriosito da questa trib\u00f9 cos\u00ec particolare, mi sono fatto amico di alcuni di loro e ho cercato di capire qualcosa di pi\u00f9 di questa popolazione cos\u00ec affascinante, che ha come casa il deserto. Ecco alcune curiosit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>Le loro trib\u00f9 sono divise in classi sociali o ceti; la societ\u00e0 tuareg \u00e8 molto gerarchizzata. Al suo interno si distinguono tre caste principali: gli appartenenti alle trib\u00f9 nobili, gli appartenenti a trib\u00f9 vassalle, gli schiavi.<\/li>\n<li>I Tuareg, anche se sono musulmani, possono sposare una sola donna. Il futuro marito porta alla famiglia della sposa una dote composta da dromedari. La tenda e il suo arredamento sono forniti alla coppia dalla famiglia della sposa. La coppia di sposi deve appartenere alla stessa casta.<\/li>\n<li>I Tuareg sono anche soprannominati &#8220;Uomini Blu&#8221;, con riferimento alla tradizione degli uomini di coprirsi il capo ed il volto con un velo blu, di cui rimangono alcune tracce sulla loro pelle.<\/li>\n<li>Gli uomini della comunit\u00e0 hanno imparato a mangiare e a bere senza togliersi il velo. Il velo \u00e8 d&#8217;obbligo solo per gli uomini, mentre per le donne \u00e8 necessario un velo che copre solo la testa.<\/li>\n<li>I giovani, abitualmente, si rasano la testa, mentre gli adulti, maschi e femmine, portano i capelli lunghi e intrecciati.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Le proposte<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Un tuareg deve prendere moglie, siccome la futura sposa \u00e8 bellissima, deve consegnare alla famiglia della sposa 7 dromedari. La sposa abita molto lontano e portare i sette dromedari \u00e8 un&#8217;impresa non certo facile, calcolando che si aggiunto anche un contendente\u2026 Si divide il gruppo in due sottogruppi: in ogni gruppo si sceglie un ragazzo (lo sposo e il contendente) che devono portare i dromedari (7 altri ragazzi del sottogruppo). Il percorso \u00e8 contrassegnato da molti ostacoli. Il gioco \u00e8 una staffetta con il percorso pieno di ostacoli e difficolt\u00e0. Vince la squadra che riesce in minor tempo a consegnare i sette dromedari alla famiglia della sposa.<\/li>\n<li>Concorso di bellezza: \u00e8 indicato soprattutto per i pi\u00f9 piccoli. Con i colori a dito blu, ci si dipinge il volto; uno scatto e \u2026. nella cornice (la cornice \u00e8 realizzata con il cartone degli scatoloni).<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_id=&#8221;australia&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Gli aborigeni dell&#8217;Australia&#8221; font_container=&#8221;tag:h4|text_align:left&#8221; el_class=&#8221;bottom-line&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1566552869216{margin-bottom: 25px !important;}&#8221;][vc_column_text]Data di nascita: 50.000 anni fa!<br \/>\nAnno pi\u00f9, anno meno, nel 48.000 prima di Cristo arrivarono dall&#8217;Indocina all&#8217;Australia, i primi uomini. Vennero in seguito chiamati &#8220;Aborigeni&#8221;, nome che significa &#8220;dall&#8217;origine&#8221;.<br \/>\nSi stabilirono dapprima sulle coste, poi, per poter sopravvivere ai vari conquistadores, arretrarono verso l&#8217;interno dell&#8217;isola. Ancora adesso ci sono gli aborigeni: alcuni si sono spostati nelle citt\u00e0 e hanno assunto lo stile di vita occidentale, altri invece sono rimasti nell&#8217;entroterra, mantenendo le tradizioni e le usanze dei loro antenati. Hanno una religione animista, cio\u00e8 adorano Dio che si presenta nella natura. Il loro desiderio \u00e8 di rimanere legati alla terra e a tutto ci\u00f2 che essa pu\u00f2 regalare: non \u00e8 sempre possibile questo!<br \/>\nMolte trib\u00f9 stanno scomparendo perch\u00e9 non ci sono pi\u00f9 le condizioni naturalistiche e climatiche di un tempo: i corsi d&#8217;acqua vengono prosciugati dai grandi industriali che canalizzano i fiumi a loro piacimento; la foresta viene ripulita, molti alberi abbattuti per fornire di materie prime le ditte; le nuove malattie non lasciano scampo; i pi\u00f9 giovani, attratti da uno stile di vita pi\u00f9 comodo, abbandonano le trib\u00f9.<\/p>\n<p><strong><em>Le proposte<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Quando si parla di aborigeni la nostra fantasia corre subito a uomini che danzano ricoperti di ciondoli, collane\u2026. La proposta \u00e8 un laboratorio finalizzato alla realizzazione di collane particolarissime e coloratissime. I ragazzi portano da casa bottoni colorati, pendenti, monili che non servono pi\u00f9, piccoli oggetti colorati\u2026. Tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 facilmente essere utilizzato per infilare una collana. Il laboratorio ha la finalit\u00e0 di realizzare collane da regalare alle proprie mamme oppure da utilizzare nella serata conclusiva.<\/li>\n<li>La danza del sole, della pioggia, dell&#8217;agricoltura\u2026.: utilizzando semplicissimi e rudimentali strumenti di percussione, inventare i movimenti per una sorta di danza. Ogni gruppo, che rappresenta una trib\u00f9 particolare presenta la sua danza agli altri.<\/li>\n<li>Grazie a Dio per il creato: \u00e8 proprio il caso di dirlo! Dando voce a tutti gli aborigeni di oggi e di ieri che hanno vissuto grazie alla terra proviamo a a scrivere una preghiera, a inventare un piccolo ritornello\u2026. Attraverso il quale dire grazie al Signore per il dono della natura. Qualche preghiera sar\u00e0 proposta a tutti in un momento particolare del CRE.<\/li>\n<li>Sempre per rispettare la natura: incaricare un gruppo di ragazzi a realizzare contenitori per la raccolta differenziata in oratorio. Il gruppo poi si impegna a smaltire correttamente i vari rifiuti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_id=&#8221;pachamama&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;La Pachamama delle popolazioni andine&#8221; font_container=&#8221;tag:h4|text_align:left&#8221; el_class=&#8221;bottom-line&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1566552902006{margin-bottom: 25px !important;}&#8221;][vc_column_text]L&#8217;estate scorsa sono andato in Bolivia; con padre Andrea ho visitato alcune comunit\u00e0 sulle Ande. In tutte le comunit\u00e0 ho visto una cosa stranissima: prima di qualsiasi brindisi, il responsabile della comunit\u00e0 (una sorta di sindaco), prima di portare il bicchiere alla bocca, versava un po&#8217; del contenuto in terra! Che senso ha? Spiegami padre Andrea! &#8220;\u00c8 un rito delle popolazioni Quechua e Aymara: versare il primo goccio alla terra significa rendere partecipe la Madre Terra (la Pachamama) alla festa, ringraziando per tutti benefici che concede e ricordare nel contempo tutte le persone passate&#8221;.<\/p>\n<p>Pachamama significa in lingua quechua Madre terra. Si tratta di una divinit\u00e0 venerata dagli Inca e da altri popoli che abitano l&#8217;altipiano delle Ande. Pachamama \u00e8 la dea della terra, dell&#8217;agricoltura e della fertilit\u00e0.<\/p>\n<p>Padre Andrea ha continuato per farmi capire meglio: &#8220;Nel mese di Agosto le popolazioni andine, tutt&#8217;ora praticano il culto del ringraziamento alla Pachamama, restituendo alla madre terra il nutrimento che essa fornisce loro. Viene scavata un&#8217;enorme buca nella quale, tutte le famiglie pongono alimenti, cibo e pietanze che vengono appositamente cucinate. Ognuno dei partecipanti versa una porzione di cibo, ringraziando la madre terra. Al termine la buca viene completamente ricoperta, e ogni persona depone una pietra. Al termine si forma una vera e propria montagnola di sassi. Solitamente si sceglie sempre un luogo piuttosto alto per fare questo rito, per far s\u00ec che sia il pi\u00f9 possibile vicino al Sole (Inti)&#8221;.<\/p>\n<p>Dalla madre Terra dipende la sussistenza di queste popolazioni delle Ande e alla Madre Terra \u00e8 necessario restituire la primizia di tutto (ecco perch\u00e9 il capo comunit\u00e0 versa le prime gocce in terra). Nelle popolazioni Quechua e Aymara, importantissima \u00e8 la figura del saggio, colui che insegna e comunica la spiritualit\u00e0 alle giovani generazioni, attraverso l&#8217;insegnamento orale.<\/p>\n<p><strong><em>Le proposte<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Recuperare immagini delle Ande e dei villaggi andini e invitare i ragazzi a una sorta di &#8220;ricostruzione dell&#8217;ambiente andino&#8221;. Utilizzando materiale che si trova nello spazio dove si trovano i ragazzi, far ricostruire in terra i villaggi, gli animali, e, se si conosce qualche persona proveniente dalle zone andine, invitarlo a condividere questo momento (bello sarebbe che portasse i suoi costumi tipici. E visto che le popolazioni delle Ande amano fare festa, improvvisare una festa. Un unico bicchiere che il responsabile della comunit\u00e0 (in questo caso l&#8217;animatore), primo della fila riempie di acqua: versa la primizia dell&#8217;acqua in terra e poi, dopo aver bevuto il primo sorso, passa il bicchiere agli altri del gruppo.<\/li>\n<li>La Chiesa di Bergamo \u00e8 stata generosa nel donare alla terra andina di Bolivia molti missionari sacerdoti, suore e laici. Alcuni sono disponibili ad incontrare i ragazzi pi\u00f9 grandi per raccontare la storia affascinante delle civilt\u00e0 precolombiane che hanno determinato la formazione delle attuali tradizioni.<\/li>\n<li>Da alcuni anni nella nostra citt\u00e0 di Bergamo \u00e8 nata una nuova parrocchia che ospita prevalentemente latino-americani: sono una ricchissima fonte di feste, musiche, danze\u2026. Una proposta \u00e8 conoscere questa realt\u00e0 incontrando i responsabili e coloro che la frequentano.<\/li>\n<li>Nella trasmissione orale del villaggio di Tica-Taca, \u00e8 successo un pasticcio: il ragazzo non ha ascoltato bene il messaggio che ha donato il saggio e ora\u2026. Si propone il classico gioco &#8220;telefono senza fili&#8221;; se il gruppo \u00e8 costituito da ragazzi grandi, la frase da trasmette sar\u00e0 un po&#8217; pi\u00f9 lunga e complessa.<\/li>\n<li>Sulle Ande la terra dona solo patate e cipolle! Tra i due villaggi di Tapacary e Irpa Irpa si \u00e8 aperto un contenzioso: quale terra produce pi\u00f9 patate? Si divide il gruppo in due sottogruppi omogenei; nel tempo di 10 minuti devono far crescere pi\u00f9 patate possibili: utilizzando carte da riciclo o giornali vecchi fanno delle palline (delle dimensioni delle patate); un po&#8217; di nastro adesivo perch\u00e9 non si sfaldino e una pennellata di colore (facoltativa). Ovviamente vince il villaggio che produce il numero maggiore di patate &#8220;buone da mangiare&#8221;.<\/li>\n<li>I bambini dei villaggi, che non hanno tutto il giorno impegnato con la scuola, il calcio, la danza, lo sci\u2026., inventano i giochi con quel che hanno. Le cipolle sono un ottimo oggetto per giocare. Dato che la cipolla fa piangere, \u00e8 necessario tenerla in mano meno tempo possibile. La cipolla per il nostro gioco, altro non \u00e8 che una pallottola di carta costituita da pi\u00f9 strati: tra uno strato e l&#8217;altro vi \u00e8 un bigliettino con una penitenza. Una musica da il ritmo del passaggio della cipolla da una mano all&#8217;altra; quando la musica si stoppa il ragazzo con la cipolla in mano compie la prima penitenza\u2026 il gioco continua cos\u00ec fino alla conclusione di tutti i biglietti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row el_id=&#8221;solidarieta&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Un gesto concreto di solidariet\u00e0&#8221; font_container=&#8221;tag:h4|text_align:left&#8221; el_class=&#8221;bottom-line&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1566552957000{margin-bottom: 25px !important;}&#8221;][vc_column_text]<em>Parliamo di terra\u2026<br \/>\nImpossibile pensare la nostra esistenza senza terra!<br \/>\nImpensabile un futuro senza terra!<br \/>\nInesistente una cultura senza terra!<br \/>\nIrreale una storia senza terra!<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 possibile affiancare a queste attivit\u00e0, una raccolta di materiale che poi invieremo nella missione diocesana di Cuba oppure a qualche altra realt\u00e0 missionaria che \u00e8 particolarmente bisognosa.<br \/>\nCosa \u00e8 possibile raccogliere?<\/p>\n<ul>\n<li>Materiale scolastico e didattico (quaderni, astucci, pastelli, pennarelli, album per il disegno\u2026) per il Senegal.<\/li>\n<li>Materiale igienico-sanitario (doccia schiuma, shampoo, saponi, dentifrici, borotalco, spazzolini da denti\u2026) per Cuba.<\/li>\n<li>Pasta e riso per l&#8217;Eritrea.<\/li>\n<li>Un euro per ogni partecipante al CRE (bambini, adolescenti, giovani, il don) per acquistare sementi per la terra.<\/li>\n<li>Un euro per ogni partecipante al CRE (bambini, adolescenti, giovani, il don) per sostenere il Movimento dei Sem Terra in Brasile.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Chi aderisce alla proposta \u00e8 pregato di comunicarlo alla segreteria del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cmdbergamo.org\/solidarieta\/donazione-online\/\">Centro Missionario Diocesano<\/a>, per organizzare al meglio la raccolta.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/div>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row el_id=&#8221;iniziativa&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_single_image image=&#8221;2759&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_single_image image=&#8221;2760&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_custom_heading text=&#8221;Dettagli iniziativa&#8221; font_container=&#8221;tag:h4|text_align:left&#8221; el_class=&#8221;bottom-line&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1565355006580{margin-bottom: 25px !important;}&#8221;][vc_custom_heading [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"featured_media":2758,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categoria_iniziativa":[114],"class_list":["post-2757","iniziativa","type-iniziativa","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","categoria_iniziativa-iniziative-2010","clearfix"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cmdbergamo.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/iniziativa\/2757","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cmdbergamo.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/iniziativa"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cmdbergamo.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/iniziativa"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cmdbergamo.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/iniziativa\/2757\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cmdbergamo.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cmdbergamo.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2757"}],"wp:term":[{"taxonomy":"categoria_iniziativa","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cmdbergamo.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categoria_iniziativa?post=2757"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}