Voci dalle missioni

Voci dalle missioni
Racconti e testimonianze dei missionari bergamaschi in tempi di Emergenza Covid-19

15/05/2020
testimonianze

Giorno 1175
Scontro o INcontro ???????
È ricominciata la stagione delle piogge, spesso il cielo è cupo e grandi nuvoloni neri minacciano pioggia.
All’orizzonte, però, c’è un’altra tempesta più pericolosa, che preoccupa e colpisce duramente il Mondo, l’Europa, l’Italia, la Lombardia, Bergamo.
1, 4, 12, 16, 19, 41, 50, 64, 72, 94… i casi di positività alla pandemia, tutti localizzati a Banguì, sono la velocità di avvicinamento della tempesta, l’Organizzazione Mondiale della Sanità dice di tenersi pronti al peggio, il governo della Repubblica Centrafricana per precauzione ha chiuso i confini, l’aeroporto, le chiese e le scuole, vietato gli assembramenti superiori a 15 persone, messo in vigore restrizioni sugli accessi e le uscite da Banguì e le autorità sanitarie ripetono via radio di lavarsi frequentemente le mani con il sapone e soprattutto mantenersi distanti 1 metro.

Come proteggersi dall’uragano con un piccolo ombrello? Come scappare dallo Tsunami con un piccola piroga? Come combattere un gigante con una piccola fionda? Gira voce che i respiratori a Banguì siano 3, il sistema sanitario è inadeguato: è risultato difficile fare una semplice radiografia o ecografia, non saprei dire se esiste una terapia intensiva, forse ci sono 13 posti letto, sul cellulare frequentemente arrivano sms in sango e in francese “se avete febbre, tosse, difficoltà a respirare chiamare 1212”, qualcuno sta effettuando tamponi? Boh!!! Potrebbe essere arrivato un aereo-ospedale dalla Russia, sembra che l’Ambasciata cinese distribuisca mascherine gratuitamente, l’Unione Europea ha finanziato tramite l’Ong OXFAM un progetto di costruzione di qualche pozzo d’acqua a Banguì, la Francia un altro per portare primo soccorso e materiale medico (guanti e mascherine) alla popolazione isolata del Nord-Est.

Tutti questi piccoli e preziosi gesti di solidarietà internazionale degli alleati del governo centrafricano non cambiano la situazione della realtà, sono solo un piccolo cerotto su una ferita che avrebbe bisogno di cure urgenti: la Repubblica Centrafricana, come probabilmente molti altri stati africani, resta gravemente impreparata ad affrontare la pandemia,

Sarà scontro come Davide contro Golia? La Speranza è che i nuvoloni neri della tempesta si dissolvano, ritorni il sereno e possiamo ritornare all’INcontro: INcontrarci a scuola, in chiesa, al mercato, per strada, al fiume, nella foresta.
Simone
LMC
Mongoumba
Repubblica Centrafricana

05

Parroquia de Araca. Capital: Cairoma. Bolivia

Io vivo a Viloco e il primo caso di Coronavirus del territorio è stata la morte del vicesindaco di Viloco  il 23 marzo. La popolazione ha dato la colpa del decesso al Kari Kari, l’oscuro mago che toglie il grasso dal ventre delle vittime e ne causa la morte per anemia… Tuttavia i medici son riusciti a far cremare il cadavere, a farci disinfettare le case e metterci in quarantena.

I medici stessi (in realtà studenti di medicina) son riusciti a scovare un possibile contatto a Cairoma: uno degli  amministratori comunali che hanno  partecipato a una riunione col suddetto vicesindaco. Il tipo non accetta di farsi isolare e così nel giro di una settimana tutta la sua famiglia si contagia… e siamo a sei contagi!

‘Sta volta le autorità mi chiedono le stanze che ha la Parrocchia a Cairoma (dove dò ospitalità a chi viene dall’Italia o dalla Bolivia: uno dei pochi appartamenti ben piastrellato e con servizi igienici decenti) e di fatto ormai sono adibite all’isolamento dei casi di Cairoma, casi che secondo il sindaco, sono 12. Il giornale di ieri diceva che dei 12 almeno 3 sono bambini… (devono essere quei pochi che non hanno giocato alle maschere con le mascherine distribuite una o due per famiglia!?).

Siamo tutti in quarentena, per modo di dire… perché tutti i motivi son buoni per fare agglomerazione. Per esempio, le cinque o sei mila famiglie di Araca possono riscuotere la “canasta familiar” (50 euro) nell’unica Banca che è a Cairoma… addio distanzamento fisico!

Un altro esempio: la distribuzione dei viveri che ha donato al nostro Comune il Governatore di La Paz: arriva il primo camion e viene diretto a Viloco. Distribuisce secondo la lista delle case disinfettate; poi dovrebbe andare a Cairoma; ma, nossignore! Di qui non si muove! Due spari di dinamite e tutta la popolazione di Viloco riempie la piazza e circonda il camion, che deve scaricare tutto e andarsene bello vuoto.

Io, personalmente, non ho avuto bisogno di aspettare gli spari di dinamite, grazie ai contatti di wahtsapp di Silvia, una parrocchiana di Viloco che abita a Borgo Pignolo, e che, con sua sorella di La Paz, ha seguito il suddetto camion da quando è partito a La Paz: così, nel mio piccolo, ho ricevuto i miei 20 kg. di zucchero, di riso e di pasta, prima che scoppi la rivolta.
Don Antonio Caglioni